Una storia di resilienza, amore e riscatto sociale che continua a farsi luce nel cuore di Magenta. Questa mattina siamo andati a fare visita alla Cooperativa Sociale “Il Fiore”, una realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il territorio e per le persone fragili, fresca di un importantissimo riconoscimento: il Premio Bontà.
Nei giorni scorsi, alla presenza delle autorità cittadine, la cooperativa è stata insignita della 19ª edizione del Premio Bontà, conferito dall’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia (UNCI). Un riconoscimento prestigioso e inaspettato, che ha riempito di orgoglio non solo chi guida questa realtà, ma soprattutto i ragazzi che ogni giorno vi lavorano con impegno e dedizione.
“È stata una giornata emozionante e inaspettata”, racconta con commozione Giuditta Ranzani, fondatrice e anima della cooperativa. “Quando ci hanno comunicato che avremmo ricevuto il Premio Bontà dell’UNCI, ho pensato che fosse giusto dirlo ai ragazzi, perché il premio è loro, non mio. Senza di loro non ci sarebbe alcun motivo di esistere: sono loro che mi danno la forza di andare avanti e continuare”.
La visita di questa mattina all’interno della cooperativa restituisce l’immagine di un’attività a pieno regime, dove la laboriosità e la concentrazione si uniscono a un clima di grande calore umano. Oggi la cooperativa dà lavoro a una trentina di ragazzi, ma dietro a questa serenità ritrovata c’è una storia recente fatta di grandi sfide e paure non ancora del tutto superate.
Dopo un momento di grave difficoltà e il colpo durissimo incassato in seguito al fallimento, nel 2024, della Technisurb, con cui la cooperativa collaborava da ben 26 anni per la produzione di cinturini, la speranza è tornata a brillare. Grazie all’acquisizione della storica azienda da parte della genovese Mares e alla fama di affidabilità e puntualità guadagnata negli anni sul campo, la produzione dei cinturini è ripartita. Una boccata d’ossigeno fondamentale, anche se, come sottolinea Giuditta, la guardia resta alta e il sostegno della comunità è ancora prezioso per guardare al futuro con stabilità e continuare a sognare l’obiettivo più grande: l’assunzione stabile dei ragazzi.
A raccontare cosa significhi la Cooperativa Il Fiore sono proprio i lavoratori, veri protagonisti di questa eccellenza magentina.
Stefano, stringendo fiero la targa del premio tra le mani, testimonia lo spirito di squadra che si respira ogni giorno, mentre Raffaele, arrivato in cooperativa da un anno, esprime tutto il suo attaccamento: “Ormai siamo tutti come una famiglia. La Giuditta la considero come una mamma, siamo orgogliosi di lavorare qui e di produrre per la cooperativa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Daniele, in cooperativa dalla fine del 2019: “È un motivo d’orgoglio per tutti noi. Qui mi trovo benissimo, sia dal punto di vista lavorativo che sociale, con gli educatori e con i colleghi”.
La Cooperativa “Il Fiore” si conferma così molto più di un luogo di lavoro: è un presidio di inclusione, un’officina di speranza e un’eccellenza che restituisce dignità e futuro alle persone fragili, dimostrando che con la tenacia e il cuore ogni ostacolo può essere superato.













