«Lanciare sassi e fumogeni contro le forze dell’ordine non è protesta, è violenza. Quanto accaduto ieri a Legnano durante il corteo degli studenti del Bernocchi, con un agente che sarebbe rimasto ferito, è inaccettabile. Ancora più grave – dichiara Christian Colombo, consigliere metropolitano leghista – è il rischio che simili comportamenti vengano minimizzati o giustificati in nome delle ragioni della protesta. A differenza di quanto fanno alcuni esponenti di sinistra, la violenza non si giustifica, si condanna anche quando farlo è scomodo.
Il sindaco Lorenzo Radice – puntualizza Daniela Laffusa, capogruppo Lega in consiglio comunale a Legnano – dovrebbe spiegare alla città da che parte stanno le istituzioni: dalla parte di chi rispetta la legge o di chi mette a rischio l’incolumità degli agenti?
Giustificare la violenza non è comprensione è una resa. Un’istituzione che minimizza i danni invece di condannarli perde autorevolezza.
Comprendere il disagio giovanile è doveroso, ma usarlo per attenuare le responsabilità dei violenti è un errore politico grave. Come volevasi dimostrare, ieri sono accaduti fatti ancora più gravi rispetto alle prime manifestazioni di venerdì scorso.
Non vogliamo un sindaco che coccola i violenti. Chi aggredisce la polizia deve essere condannato senza ambiguità, non circondato da giustificazioni»,
«Manifestare è un diritto, ma nessuna rivendicazione può diventare un alibi per la violenza. La maggioranza degli studenti non si riconosce in chi trasforma una protesta in uno scontro con le forze dell’ordine.
Esprimiamo la nostra solidarietà agli agenti coinvolti e a tutti gli studenti che credono nel confronto democratico. La scuola deve essere un luogo di crescita, merito e partecipazione, non un terreno di scontro ideologico», dichiara Gabriel Gualtieri, Coordinatore Regionale Lega Giovani Scuole.
«Saremo davanti agli istituti legnanesi per lanciare un appello chiaro agli studenti: emarginate i violenti, respingete ogni forma di estremismo e portate le vostre istanze nelle sedi di rappresentanza. Le idee si difendono con argomenti e proposte, non con pietre e fumogeni. Su questo non possono esserci ambiguità», conclude Gualtieri.













