HomeCronacaIl nuovo "Quasimodo" riparte con un focus speciale sui nostri adolescenti

Il nuovo “Quasimodo” riparte con un focus speciale sui nostri adolescenti

Si chiama accoglienza ma in realtà l’incontro di ieri mattina, destinato ai genitori dei ragazzi delle prime del Liceo Quasimodo ha avuto una portata e un’ampiezza di profondità d’argomenti che è andato ben oltre il ‘recinto’ che forse molti dei presenti si attendevano.

L’iniziativa svoltasi in Sala Consiliare è stata molto partecipata ed è stata l’occasione per incontrare la nuova Dirigente Fulvia Luconi oltre ai diversi dei Docenti della storica scuola magentina.

“Chi fa il Liceo deve saper sviluppare un pensiero critico. Chi esce da un Liceo deve essere la classe dirigente del Domani”.

Poche parole ma chiarissime sulla mission di chi frequenta il Quasimodo subito poste come ‘incipit’ della mattinata dalla dottoressa Luconi. Che poi ha aggiunto: “Saper sviluppare il Pensiero Critico, significa sviluppare creatività … e in questo noi Italiani siamo molto bravi. Non siamo inferiori a nessuno”.

Premesse di metodo importanti ad una mattinata di confronto in cui sono state offerte nozioni pratiche su come entrare nella ‘dimensione’ del Quasimodo ma più ancora in quella Liceale.

A cominciare dal fatto che parole come autonomia, responsabilità capacità di saper organizzare il tempo del proprio studio debbono diventare il verbo quotidiano di ragazzi e ragazze.

Un allenamento continuo, che diventerà quasi automatico così da poter ‘performare’ sempre meglio. Anche se più volte la Preside ha indugiato sull’alleanza ‘Scuola – Famiglia’ per i nostri ragazzi che significa anche accettare un brutto voto. Un fallimento? No. Al contrario la base da cui ripartire e magari l’opportunità per aver una spinta a fare meglio imboccando la giusta strada.

Mai il ‘muro contro muro’ – anche se l’esperienza e le cronache di questi tempi ci raccontano spesso il contrario – si invece ad una collaborazione proficua che ci ha poi introdotto all’intervento – davvero di sostanza e di spessore assoluto – del Professor emerito Paolo Moderato sulla questione dell’emergenza educativa.

Il Docente esperto della materia è partito da un tema di fondo essenziale: “Gli adolescenti vivono in un contesto che non hanno scelto loro. Ma che e’ stato progettato dagli adulti. Il 2012 è l’anno spartiacque. Nei Paesi anglosassoni le curve di ansia, depressione, gesti di autolesionismo sono cresciute considerevolmente. E’ una tesi discussa non condivisa da tutta la comunità scientifica, ma che ha una sua ratio.

“Il Covid quindi non è stata la causa di certi processi – ha argomentato il Docente – ma è stato un fattore acceleratore di un cambiamento che era già in essere. La mancanza di realtà vera ha impennato tutta una serie di disturbi. Nel 2000 il tempo libero nel 90 per cento dei casi veniva passato in luoghi fisici. Mentre sotto al 10 per cento dedicato al mondo virtuale. Oggi incredibilmente le due curve si sono invertite…”.

I ragazzi oggi trascorrono da soli col telefonino il 90 per cento del loro tempo libero. E’ un dato sconvolgente. Singolare tornando alla teoria citata dal Professor Moderato come l’incrocio delle due curve si abbia tra il 2012 e il 2015 quando nascono i nuovi social Tik Tok e Instagram.

“Ma è colpa dei social oppure semplicemente erano ragazzi già in difficoltà che hanno trovato un rifugio nei social e la situazione si è complicata?”

Interrogativo più che mai pertinente che il cattedratico ha posto alla platea. Altri dati che danno motivo di riflessione.

La cosiddetta ‘Anatomia delle paure’: secondo le statistiche il 73% dei ragazzi intervistati afferma di avere maggiori paure dei loro genitori quando erano adolescenti.
Al primo posto c’è la paura del fallimento. Ma secondo Moderato anche qui non è colpa dei nostri ragazzi che sono ‘rotti’. Semmai sussiste una relazione di tipo funzionale: tra le paure (di insuccesso ) degli adulti che trasmettono ai lori figli.

In chiosa un altro avvertimento importante: ‘Stiamo attenti all’aumento enorme di patologie alimentari, tentati suicidi e casi di autolesionismo che stiamo registrando’.

Per questo ancora di più serve un atteggiamento rassicurante da parte dei genitori e più ancora è essenziale quell’alleanza Scuola Famiglia di cui si è già detto.

Altro tema che Moderato ha messo sul tavolo è quello della comprensione dei testi. Un fenomeno che si riverbera in modo preoccupante all’Università. “Qui abbiamo un problema enorme: non si usano più i libri, si è capaci solo di lavorare sulle slide…”

E anche qui si torna a quella comunicazione frenetica, che arriva dai social, dal cosiddetto scrolling quasi compulsivo – testi brevi ovunque – che è arrivato a dettare l’agenda sui nuovi modi di comunicare anche in ambito scolastico, fino all’università…

L’agenda delle cose da fare, dunque, affinché venga ricostruito in modo corretto il rapporto tra studenti e nuove tecnologie è davvero lunga. E passa per forza di cose da due pilastri della nostra società: il mondo educativo e la famiglia. Tertium non datur.

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