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A Buscate la “buona scuola” si costruisce insieme: famiglie, Comune e istituto uniti per rendere più belli gli ambienti dei bambini

Un piccolo grande esempio di comunità: le famiglie della Scuola Primaria Mazzini si sono rimboccate le maniche per tinteggiare e valorizzare le aule. Il Comune ha sostenuto l’iniziativa mettendo a disposizione e acquistando i materiali necessari. Il dirigente scolastico: «Una scuola bella è quella che sa riconoscersi come una comunità»

C’è anche questa, forse, tra le forme più concrete e autentiche di “buona scuola”: quella che non si limita alle parole, ai progetti o alle dichiarazioni di principio, ma nasce dalla collaborazione quotidiana tra chi la scuola la vive, la sostiene e la considera un patrimonio dell’intera comunità.

È quanto è accaduto a Buscate, alla Scuola Primaria “Mazzini”, dove alcune famiglie degli alunni hanno deciso di dedicare tempo, disponibilità ed entusiasmo alla tinteggiatura e alla valorizzazione delle aule, contribuendo a rendere gli ambienti scolastici più accoglienti, colorati e piacevoli per i bambini.

Un gesto semplice, ma tutt’altro che banale. Perché prendersi cura degli spazi nei quali ogni giorno studiano e crescono i bambini significa, in fondo, prendersi cura della comunità stessa.

A raccontare e sottolineare il valore dell’iniziativa è il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Europeo di Buscate, Emanuele Marcora, che ha voluto rivolgere un sincero ringraziamento alle famiglie coinvolte e all’Amministrazione comunale.

«Un’aula più bella, più colorata e più curata – sottolinea il dirigente – comunica ai bambini che la scuola è un luogo che appartiene a tutti e del quale tutti possono sentirsi responsabili».

Ed è proprio questo il punto centrale dell’iniziativa: la scuola come bene comune, non come realtà separata dal territorio, ma come luogo nel quale famiglie, istituzioni, insegnanti e studenti possono sentirsi parte di un progetto condiviso.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al Comune di Buscate, che ha sostenuto concretamente l’iniziativa mettendo a disposizione e acquistando i materiali necessari. Anche in questo caso, un segnale tangibile di attenzione nei confronti della scuola e, soprattutto, del benessere degli alunni.

Non servono necessariamente grandi opere per lasciare un segno. A volte basta mettere a disposizione ciò che si ha: tempo, competenze, idee, risorse ed entusiasmo. È proprio dalla somma di questi piccoli contributi che può nascere qualcosa di importante.

Quello realizzato alla “Mazzini” è, dunque, un piccolo esempio dal grande significato. Un esempio di comunità educante, nella quale scuola, famiglie e istituzioni non sono semplicemente interlocutori, ma diventano soggetti diversi di una stessa responsabilità educativa.

E c’è anche un messaggio educativo particolarmente bello per i bambini: vedere i propri genitori impegnarsi per migliorare la scuola significa imparare, concretamente, che i luoghi che appartengono a tutti meritano cura e rispetto.

La scuola, insomma, non è fatta soltanto di banchi, lavagne e libri. È fatta soprattutto dalle persone che la abitano e dalla capacità di queste persone di sentirsi parte di una comunità.

Come ha scritto il dirigente Marcora nel suo ringraziamento: «Una scuola bella non è soltanto quella che ha pareti colorate: è quella che sa riconoscersi come una comunità».

E quella di Buscate è una bella storia da raccontare proprio perché dimostra che, quando famiglie, Comune e scuola collaborano, anche un gesto apparentemente piccolo può diventare un grande investimento nel futuro dei nostri bambini.

Questa è buona scuola. E, soprattutto, questa è buona comunità.

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