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KATHMANDU (NEPAL) (ITALPRESS) – Sono 579 i corpi recuperati finora dopo le devastanti inondazioni provocate dalla piena del fiume Bhote Koshi in Nepal, mentre 1.924 persone risultano disperse. Lo riferisce Nepal News, citando l’ultimo aggiornamento della National Disaster Risk Reduction and Management Authority (NDRRMA). Tra i dispersi figurano 933 persone legate a progetti idroelettrici, 517 cittadini stranieri e 127 nepalesi non residenti. Il maggior numero di corpi è stato recuperato nei distretti di Chitwan, 233, e Nawalpur, 154.
L’esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati per due giorni all’interno di un tunnel dell’impianto idroelettrico Upper Trishuli, nel distretto di Rasuwa. Le squadre di emergenza sono ancora impegnate nell’evacuazione di oltre 100 persone che si trovano all’interno della struttura. Le autorità continuano intanto le ricerche dei dispersi e gli interventi di evacuazione nelle zone devastate dalle inondazioni, mentre resta critica la situazione lungo il confine tra Nepal e Tibet.
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Ente del Turismo del Nepal, un totale di 121 turisti sono stati tratti in salvo, mentre 622 risultano ancora dispersi a seguito delle devastanti inondazioni dei fiumi Bhote Koshi e Trishuli a Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha. Il sito Nepal News riferisce che i dati sono stati registrati dall’Ente in coordinamento con la Polizia turistica e l’Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri (Ndrrma).
Mercoledì 26 agosto, a seguito delle inondazioni, risultavano dispersi un totale di 743 turisti e viaggiatori provenienti da 36 paesi. Di questi, 121 sono stati tratti in salvo, mentre non si hanno notizie di 622 persone. Tra i dispersi, 183 sono cittadini indiani, di cui 85 sono stati tratti in salvo e 98 risultano ancora irreperibili, mentre 149 cittadini nepalesi risultano ancora irreperibili. Risultano poi nell’elenco 67 cittadini statunitensi, di cui 2 tratti in salvo e 65 ancora irreperibili; 61 ucraini, tutti ancora irreperibili; 51 malesi, tutti ancora irreperibili; 35 australiani, tutti ancora irreperibili; e 33 cittadini britannici, tutti ancora irreperibili. L’Ente del Turismo ha dichiarato che i dati vengono continuamente verificati e confrontati con agenzie di viaggio e turismo, compagnie di trekking, hotel, guide, autorità locali e forze dell’ordine.
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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).











