Ossona, la Fiera di San Bartolomeo e lo strappo sulla data: Sergio Garavaglia affonda il colpo con un’interpellanza

Al centro della bufera c’è la decisione dell’Amministrazione comunale di spostare la data della fiera dal tradizionale 24 agosto che quest'anno cade di lunedì, a domenica 23 agosto

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Una tradizione secolare che affonda le sue radici nell’XI secolo, legata alla figura dell’Arcivescovo Ariberto d’Intimiano e a una devozione popolare mai interrotta. Eppure, quest’anno, la storica Fiera di San Bartolomeo rischia di trasformarsi in uno scontro politico e culturale che infiamma il paese.

Al centro della bufera c’è la decisione dell’Amministrazione comunale di spostare la data della fiera dal tradizionale 24 agosto – giorno del martirio del Santo compatrono – a domenica 23 agosto. Una scelta che ha spinto il consigliere comunale di opposizione Sergio Garavaglia a depositare un’articolata interpellanza (la n. 91) per chiedere conto al Sindaco di quello che definisce un vero e proprio “strappo” con la storia di Ossona.

Un patrimonio millenario e la tradizione della Cassoeula

Nell’interpellanza, il già Primo cittadino Sergio Garavaglia ripercorre le tappe storiche che rendono unica la ricorrenza di San Bartolomeo per la comunità locale. Dalla costruzione del Castrum con l’oratorio intitolato al Santo (tra il 1018 e il 1045) fino all’intervento di San Carlo Borromeo nel XVI secolo, che ordinò di aprire la chiesa verso la piazza principale obbligando le celebrazioni e la devozione popolare proprio il 24 agosto.

Ma la data porta con sé anche una curiosità identitaria unica: la celebre cassoeula estiva. Un’usanza legata alla presenza spagnola sul territorio nel Cinquecento — testimoniata anche dal ritrovamento di sepolture dell’epoca sotto l’altare — e richiamata già nel 1520 nel Libro del Coch di Ruperto da Nola. Una peculiarità che nel 2002 aveva persino portato Ossona sul libro dei Guinness per la preparazione della cassoeula più grande del mondo.

Il “flop” del sondaggio online
Ciò che il consigliere di opposizione contesta con maggiore forza non è solo il merito della decisione, ma il metodo con cui è stata presa. La modifica della data storica è arrivata senza un dibattito preventivo in Consiglio Comunale né una delibera formalizzata, bensì a seguito di un sondaggio online promosso dal Sindaco sul proprio blog e sul sito del Comune.

I numeri citati da Garavaglia parlano chiaro: su una popolazione di 4.397 residenti, hanno espresso il proprio voto soltanto 306 cittadini (pari al 6,96% della comunità). Di questi, 171 si sono detti favorevoli allo spostamento alla domenica (55,9%), mentre 135 si sono espressi negativamente (44,1%).

«Davanti a questi dati, che definire flop è un eufemismo, non era il caso di venire a parlarne in Consiglio o soprassedere a una scelta non democratizzata?» si chiede Garavaglia nel testo dell’interpellanza. «Le tradizioni vanno salvaguardate trasmettendone il fuoco, non la cenere. Non si può tentare di cambiare le radici di un paese senza una discussione pubblica e trasparente con la cittadinanza».

Le richieste alla Giunta
L’interpellanza chiede formali chiarimenti al Sindaco e alla Giunta su tre punti chiave:

Le motivazioni ufficiali che hanno spinto a spostare la fiera per la prima volta dal XVI secolo.

Il motivo del mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale prima del lancio del sondaggio.

Se l’Amministrazione non ritenga opportuno riesaminare la scelta alla luce della scarsa partecipazione popolare alla consultazione online.

La palla passa ora all’Amministrazione comunale, chiamata a rispondere alle interrogazioni dell’opposizione e a chiarire se la Fiera di San Bartolomeo resterà ancorata alla sua data simbolo o se prenderà una strada diversa.

Intanto proprio il 24 Agosto il gruppo di Sergio Garavaglia ha da tempo convocato un’assemblea pubblica in piazza. Obiettivo dichiarato mandare a casa questa Amministrazione. “Questa è una giunta che ormai va alla deriva” conclude tranchant Garavaglia.

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