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TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Una fonte israeliana ha riferito alla Cnn che l’inviato del presidente americano Donald Trump, Jared Kushner avrebbe detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di “non creare ostacoli” al piano del presidente statunitense per Gaza. Netanyahu, dal canto suo, ha affermato che i progressi sul piano erano “problematici” a causa delle imminenti elezioni in Israele. Lo riporta l’emittente pubblica israeliana Kan, al termine dell’incontro di circa quattro ore fra Kushner, Netanyahu e l’Alto rappresentante del Consiglio per la Pace a Gaza, Nickolay Mladenov.
Secondo quanto riportato da Sky News, l’incontro si è concentrato sul processo di disarmo di Hamas sotto la supervisione americana. È stato inoltre riferito che Netanyahu si è opposto a un eventuale ritiro dalla Linea Gialla in questo momento e ha espresso il desiderio di mantenere la libertà d’azione militare contro Hamas. Il principale punto di disaccordo tra Israele e gli Stati Uniti sulla questione risiede nella volontà americana di un ritiro graduale delle Forze di difesa israeliane (Idf) da Gaza, in parallelo con il disarmo dell’organizzazione terroristica. Questa posizione si contrappone a quella israeliana, che richiede il disarmo di Hamas prima di qualsiasi ritiro significativo.
“È stato un incontro molto lungo”, ha affermato una fonte politica citata dall’emittente israeliana Channel 12. “Nonostante le grandi divergenze riguardo al Consiglio di Pace, la parte americana si è mostrata più moderata. Questo ha creato dei confini chiari per la conversazione”, ha aggiunto la fonte. Kushner è atterrato in Israele ieri sera, dopo un insolito incontro in Egitto con alti funzionari del movimento islamista palestinese al potere a Gaza Hamas. Secondo fonti politiche, prosegue Channel 12, durante l’incontro sono stati raggiunti diversi accordi. È stato concordato che non si procederà alla ricostruzione della Striscia di Gaza senza il completo disarmo di Hamas.Il primo passo per il disarmo della Striscia è la consegna da parte di Hamas di tutte le armi, che verranno distrutte sotto la supervisione di un generale Usa. In altre parole, evidenzia Channel 12, Israele e gli Stati Uniti concordano su un vero e proprio processo di disarmo, sia pesante che leggero.
Secondo le fonti, sono stati raggiunti accordi sulla salvaguardia della libertà d’azione delle Forze di difesa israeliane (Idf) e sulla prosecuzione della politica degli omicidi mirati. “Il primo ministro ha chiarito: se la situazione della sicurezza non lo consentirà, Israele non si ritirerà dalla Linea Gialla. Allo stesso modo, le Idf non smetteranno di assassinare i terroristi che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre”, hanno proseguito le fonti. Inoltre, è stato accordato di condurre operazioni di risanamento a Gaza al fine di prevenire la diffusione di epidemie.
Tuttavia, secondo la fonte israeliana, “a livello ufficiale, Israele non crede che Hamas si disarmerà”, mentre “gli americani dicono di credere che possa accadere. Kushner ha ripetuto la frase ‘non c’è nulla da ricostruire finché la Striscia non sarà smilitarizzata’”. Infine, conclude la fonte, “abbiamo mostrato a Kushner quanto, durante questo periodo, non ci sia stato un vero e proprio processo di smantellamento di Hamas. Abbiamo mostrato prove del finanziamento della Turchia ad Hamas”.
NETANYAHU “COLLOQUI COSTRUTTIVI”
“Il primo ministro e il Consiglio per la Pace hanno avuto discussioni approfondite e costruttive”. Lo rende noto l’ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, al termine dell’incontro con l’inviato del presidente Usa Donald Trump, Jared Kushner, e con l‘Alto rappresentante del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov. “È stato concordato di istituire due gruppi di lavoro: uno sul disarmo e la smilitarizzazione di Gaza, che sia Israele che il Consiglio per la Pace ritengono debba essere completato rapidamente prima di qualsiasi intervento di ricostruzione a Gaza. Un secondo gruppo di lavoro si concentrerà sui servizi igienico-sanitari, sull’acqua potabile e su altre questioni di salute pubblica per la popolazione di Gaza, che hanno un impatto anche sulla popolazione israeliana”, afferma l’ufficio di Netanyahu.
– Foto Ipa Agency –
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