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Cuggiono e Como, doppia tragedia nelle acque lombarde: 18enne muore nel Ticino, 20enne annega nel lago di Como

Due giovani vite spezzate in poche ore in Lombardia. La prima tragedia si è consumata nel pomeriggio di domenica 16 agosto nel Ticino, a Cuggiono, dove un ragazzo egiziano di 18 anni, residente a Ossona, è morto dopo essere entrato in acqua per fare il bagno. Poche ore più tardi, nel Lecchese, un ventenne ha perso la vita nel lago di Como, davanti a Malgrate.

Nel territorio di Cuggiono (come abbiamo scritto ieri sera), nella zona della spiaggia conosciuta come “Da Bruno”, il diciottenne si trovava con alcuni amici quando, intorno alle 15, è entrato nel fiume. Poco dopo il giovane si è trovato in difficoltà e non è più riuscito a raggiungere autonomamente la riva. Gli amici hanno immediatamente dato l’allarme, mentre alcuni bagnanti hanno tentato di prestargli soccorso.

Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco, personale sanitario ed elisoccorso. Il ragazzo è stato recuperato dall’acqua e affidato ai soccorritori, che lo hanno trasferito d’urgenza all’ospedale di Legnano. Le sue condizioni erano però già gravissime e, nonostante i tentativi dei medici, il 18enne è morto poco dopo il ricovero.

Una tragedia che ha profondamente colpito la comunità di Cuggiono e dell’Altomilanese, consumatasi in uno dei luoghi frequentati durante l’estate per cercare un po’ di refrigerio.

La seconda tragedia nel lago di Como

Poche ore dopo, un’altra emergenza si è trasformata in tragedia, questa volta sul ramo lecchese del lago di Como, davanti a Malgrate.

Un ragazzo di 20 anni, di origini straniere e residente in Brianza, si sarebbe tuffato da un pontile nel tardo pomeriggio, proprio mentre le condizioni meteorologiche stavano rapidamente peggiorando. Dopo essere entrato in acqua, non è più riemerso. L’allarme è scattato poco prima delle 18, lanciato secondo le prime ricostruzioni da un familiare presente sul posto.

Le ricerche sono state immediatamente avviate dai soccorritori acquatici del Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Lecco, con l’intervento dei sommozzatori. Da Malpensa è decollato anche l’elicottero Drago dell’Elinucleo dei Vigili del fuoco.

Alle operazioni hanno partecipato inoltre la motovedetta CP 607 della Guardia Costiera del Lago di Como, i Carabinieri, l’automedica e un’ambulanza. Dopo ore di ricerche, i sommozzatori hanno individuato il corpo del giovane e lo hanno riportato a riva, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Un’altra giornata difficile per i soccorritori

Quella di Malgrate è stata la conclusione più drammatica di una giornata particolarmente impegnativa sul lago di Como. A Bellano l’idroambulanza del Soccorso bellanese era già intervenuta per una sedicenne in difficoltà in acqua, mentre un altro intervento aveva riguardato un ventiseienne alla Riva Bianca di Lierna.

A rendere ancora più complicata la situazione è stato il rapido peggioramento del tempo, con vento forte, pioggia e temporali. A Valmadrera quattro persone, tra cui una bambina di nove anni, sono rimaste bloccate su un’imbarcazione che non riusciva a rientrare verso la costa. Anche in questo caso l’intervento dei soccorritori ha evitato conseguenze peggiori.

Il pericolo delle acque interne

Le due tragedie riaccendono l’attenzione sui rischi della balneazione nei laghi e nei fiumi, spesso sottovalutati soprattutto nei mesi estivi.

Nel Ticino, corrente, mulinelli, fondali irregolari e improvvisi cambiamenti di profondità possono rappresentare un pericolo anche per chi sa nuotare. Nei laghi, invece, profondità improvvise, acqua fredda, vento e mutamenti repentini del meteo possono mettere rapidamente in difficoltà chi si trova in acqua.

Due tragedie diverse, ma accomunate da un elemento: in poche ore, due momenti di svago estivo si sono trasformati in drammi che hanno spezzato due giovani vite.

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