Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la L.R. 17/2026 (“Prima legge di revisione normativa ordinamentale 2026”), che formalizza questa correlazione. “La normativa rappresenta infatti un punto di svolta nel quadro legislativo regionale che punta a garantire la qualità dell’aria indoor attraverso misure di prevenzione e controllo igienico-sanitario degli impianti aeraulici, fondamentali per la tutela della salute pubblica, oltre a rafforzare l’approccio preventivo alla qualità dell’aria indoor, riconoscendo il ruolo chiave degli impianti aeraulici come veicoli di possibili contaminazioni”, come ha spiegato Gregorio Mangano, presidente di AIISA, l’Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici promotrice della legge.
Non solo una questione tecnica, ma di sostanza, dunque Tra le disposizioni contenute nell’articolo 15 della legge, la lettera b del comma 1 inserisce nella L.R. 33/2009 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità) un nuovo articolo: il 59-bis. Proprio “questo nuovo articolo 59-bis impone ai titolari degli impianti aeraulici obblighi espliciti di controllo igienico-sanitario, valutazione del rischio e manutenzione tracciabile. Un passaggio normativo che porta a livello di legge regionale pratiche finora regolate da linee guida e protocolli tecnici”.
Pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 27 suppl. del 3 luglio, è entrata in vigore il 4 luglio 2026. E l’innovazione principale dell’articolo 59 bis si vede proprio nelle disposizioni che obbligano i titolari di impianti aeraulici – inclusi sistemi di condizionamento, termoventilazione e ventilazione – a rispettare rigorose norme di igiene e sicurezza. “A partire dalla valutazione del rischio all’attività di ispezione tecnica di sanificazione”, aggiunge Mangano.
Tra gli altri aspetti importanti ci sono quindi la responsabilità del titolare: non solo in ambito sanitario ma in ogni contesto in cui siano presenti impianti aeraulici – di nuova installazione o già esistenti; la valutazione approfondita del rischio igienico-sanitario connesso all’esercizio dell’impianto (in relazione all’attività svolta, il livello di affollamento, le caratteristiche specifiche dell’impianto e le normative di riferimento). Infine, gli obblighi di manutenzione e controllo, che siano programmati e periodici, finalizzati a prevenire la diffusione di agenti patogeni e a garantire la qualità dell’aria indoor, tutelando così la salute dei lavoratori e dei cittadini.












