Ospiti da urlo e film travolgenti a #Locarno79

Il Locarno Film Festival ha ospitato la conferenza di lancio con l'attrice e regista Olivia Wilde, che ha parlato del suo film "The invite" proiettato in piazza Grande. A cura di Monica Mazzei

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L’attrice parla di questa sua opera, remake del film spagnolo “Sentimentale” del 2020 e di cosa l’ha attratta, spiegando che innanzitutto e’ stata molto adattata per il cinema in diverse lingue.
Parlando di ciò che le è subito piaciuto, ha spiegato che la caratteristica principale di condire qualunque situazione con lo humor ha reso questa esperienza unica, e che mai ha sentito di star partecipando a qualcosa in un modo così più intenso.

A contribuire sono stati la collaborazione ed il feeling con tutto il cast e la troupe, ed il fatto che la trama parlasse anche del desiderio di cambiare vita, non solo dei sentimenti infranti e del dolore.
Il ruolo dell’identità individuale è importante, come lo è riflettere sul fatto, che in un rapporto spesso per ognuno e’ facile dare la colpa al partner della nostra infelicità.

Diventa quindi basilare saper gestire la propria identità nel rapporto a due, e ricordarsi che non bisogna smettere né di prendersi cura della relazione, come di se stessi conservando la propria unicità: amore non deve diventare fusione.

L’intervistatore le ha chiesto come ha lavorato gestendo i vari generi presenti nel film, dal drammatico, alla commedia allo humor.

L’attrice ha risposto che inizialmente hanno lavorato tutti insieme come in un workshop.
Uno dei compiti è stato dare nuove sfumature per esempio al personaggio di Penelope Cruz.
Poi c’è stato il ruolo del marito, che doveva essere insopportabile e al contempo adorabile e non era semplice. In realtà lui è un buono ma non vuole ammetterlo.

In quelle due settimane di laboratorio tutti insieme, si è creata una alchimia fra tutti a tutti i livelli. La trama li ha guidati.

Riguardo il lavoro sui generi, ha commentato che la vita e’ già così tragedia e commedia ma abbiamo avuto il beneficio di girare in ordine, e abbiamo potuto capire come è cambiato il tono ed il sentimento e l’evoluzione dei personaggi.

Si è approfondito il tema di come in una storia si debba superare la vergogna del fallimento, e di come condividendolo si alleggerisca il peso.

Perché le interessava questo tema?

Io penso la commedia sia indicata per condividere queste storie e riderne insieme, e che un cinema offra la possibilità di crescere insieme.
Volevo che il pubblico riprendesse a apprezzare la commedia come linguaggio cinematografico e volevo che fosse distribuito al cinema perché ormai ti pagano di più se lo mandi in streaming, ma io non amo queste evoluzioni.

Un altro tema del film, è il fatto che sia bello essere amati soprattutto se non sei sposato!
Sembra cinica questa affermazione, ma quello che succede è che l’impegno nell’amore cala con il matrimonio perché si considera tutto un diritto, ma amare qualcuno significa anche non smettere di amare se stessi e non bisogna confondere l’amore con la fusione.

Sulle musiche che ha scelto, ha sostenuto che il compositore delle musiche violoncello le è piaciuto e ha voluto scegliere una musica sproporzionatamente drammatica rispetto alla trama ironica, come diventasse un sottotesto.

Tra dirigere e recitare quale dei dueruoli la soddisfano di più?

Penso che il regista sia il lavoro più importante ed io all’alba dei miei 35 anni ho diretto il mio primo film, imparando a formulare una comunicazione adatta all’esperienza di ogni attore.

Riguardo al mio ruolo di Angela, con empatia l’avrei capita anche se non avessi vissuto la sua voce da, come tutti i personaggi.

Ha poi riflettuto su come sia stato bello fare un film non solo sui sentimenti ed il dolore della fine del rapporto, ma anche su come sia difficile lasciare qualcuno che si ama ancora.

La trama resta sospesa con l’interrogativo se potrebbe ricostruirsi il rapporto o sia realmente finito: su questo, si crea di solito una spaccatura tra spettatori.

Persino io che ero più cinica (si commuove nel dirlo), ora sono più romantica, perché abbiamo lavorato per raccontare vulnerabilità umane.

Pensavo di fare film per la mezza età – ha aggiunto -, invece tanti giovani lo hanno amato anche a vent’anni ed è stato bellissimo parlare con loro, perché si basano non sul rimpianto ma sulla speranza, perché sono già maturi e sanno cosa vogliono essere in una relazione.

La commedia non è morta oggi sono ottimista sulle relazioni e sulla commedia ed il suo destino.

Come ha lavorato sulle espressioni del viso si vede che è presa ancora adesso forse dovrebbe darle un premio, le dice uno dei giornalisti presenti.

Non mi sono mai detta di risparmiarmi volevo essere così anche se l’espressività eccessiva non sempre è apprezzata, ha risposto l’attrice e regista.

Piazza grande 07.08.2026
(Innanzitutto, è stata premiata con il Leopard Club Award, l’attrice Virginie Efira).

Proiettato il film:

ICH IST EIN ANDERER, regia di Felix Randau (E’ seguita la proiezione della versione restaurata del film “Balla coi lupi”, di e con Kevin Kostner – se ne parla in Piazza Grande, nei video linkati).

Il film è un viaggio a ritroso nel tempo che si svolge su un treno, per indagare una recente pagina di storia: veramente Felix Kersten ha salvato 20’000 persone dal genocidio nazista?
La coraggiosa ed un po’ incosciente giornalista Hedda non ne è così convinta, e nel tempo del tragitto, vuole intervistarlo approfonditamente per scoprire se al contrario, come sospetta, non abbia davanti un altro temibile SS che ha saputo camuffarsi molto bene.
Durante il film non viene mostrato, nei frammenti di ricordi, l’uomo nei momenti in cui attuava l’opera di salvataggio.
Negli appunti e nei suoi racconti frammentari, emergono soprattutto le fasi conoscitive con Heinrich Himmler, soprattutto durante le sedute di fisioterapia nelle quali lui vestiva il camice di specialista di sua fiducia.
Parrebbe che in questo modo si sia in effetti conquistato di Himmler, divenendone una sorta di braccio destro.
La giornalista dovrà andare molto a fondo, indagando anche la personalità di un uomo dalle indubbie doti manipolatorie.

Concorso Cineasti del Presente

EGO REACH WE ALL, regia di Amartei Amar
Ghana, Francia, Arabia Saudita, 2026

Due ragazzi, dei quali uno ancora bambino, decidono di attraversare il Ghana, alla ricerca della madre di uno dei due.
La madre del più piccolo è morta di parto e non ha più nessuno, quindi accompagna volentieri l’amico.
Tante saranno le peripezie.
Finiranno per unirsi ad una band giovanile che vive in parte di espedienti, trovando in questo modo una famiglia alternativa, un tetto e soprattutto un modo per mangiare.
Il più grande, con il suo duro lavoro, scala presto la graduatoria per diventare a tutti gli effetti un membro considerato valido e stimabile.
Il suo sogno ora è guadagnare più che può…

Belle le musiche di sottofondo.

AT NIGHT, regia di Beatrice Gibson
GB, Francia, 2026
Concorso Cineasti del Presente

Il lungometraggio inizia con una specie di mantra, che parla dell’accogliere e forse è la notte stessa, impersonificata, che parla e accoglie dentro di sé chi la vive.

La protagonista è una regista impegnata a girare il proprio nuovo film che questa volta è incentrato sulla popolazione della notte, intesa sia come reale che come tutte quelle sfumature o desideri considerati notturni.
Per realizzare i suoi progetti e’ spesso lontana dai suoi legami e questo la fa sentire in colpa, le fa provare un senso di perdita, cui lei cerca di riparare ripristinando rapporti con lunghe telefonate.
Gli scenari sono quelli, nelle inquadrature, della solitudine urbana, dove nessuno ti vede, nessuno sa che esisti e a volte ci si potrebbe chiedere se il problema possa essere che succeda qualcosa, oppure che continui a non succedere assolutamente nulla.
Eppure, da qualche parte in un locale, delle donne si confrontano sulle loro vite, scelte, desideri e le pressioni che hanno subito in quanto tali.
Emergono sfumature femministe, declinate sul rapporto con il sesso e l’identità cui si sentono di appartenere…

PIAZZA GRANDE, serata dell’08.08.2026.
(Premiato l’attore Jean – Luc Bideau con il Pardo Speciale alla carriera)

E’ stato proiettato “THE Invite”, diretto da Olivia Wilde.

La trama si basa su un invito a cena di una coppia di coniugi ad un’altra coppia di vecchi amici.
La cena presenterà molti momenti critici, alcuni volontari ed altri accidentali.
I rapporti coniugali dei quattro consorti saranno analizzati con toni che susciteranno spesso l’ilarità del pubblico, e sfoceranno in uno scambio di coppie.
Il finale sarà un po’ amaro perché spingerà entrambi i protagonisti a guardarsi dentro e a rendersi conto delle proprie pecche, tuttavia, secondo me resteranno insieme, ripartendo come se nulla fosse, dal brano che ricorda ad ambedue l’inizio del loro amore.

Brave New Love, regia di Marie Bäck
Danimarca, Svezia, Grecia, 2026
Concorso internazionale

Una passione improvvisa nasce tra una donna sposata ed un altro uomo, in un modo molto inusuale.
Il secondo è un amore libero e privo di regole, ma Kate, la protagonista, sente di amare contemporaneamente sia il marito che l’amante.
Di qui il suo interrogarsi sull’amore e sulla propria identità: il matrimonio è ciò che lei ha sempre voluto, ma forse le mancava semplicemente un elemento nuovo: la vita è breve.
In realtà non si capisce se con l’amante abbia mai consumato davvero, tuttavia, dopo aver impiegato in modo fuori dal comune il liquido seminale di lui, non è più sicura se la nuova gravidanza sia del marito o dell’altro.
La vita di Kate scivola nella confusione più totale, finché la figlia scopre messaggi compromettenti sul telefono della madre e lo riferisce al padre.
Allontanata dalla casa coniugale, Kate farà un viaggio di ritorno in Grecia, dove conobbe il marito già a 16 anni, e dove assiste ad un rito di una delle isole, per poi credere di vedere un segno divino e sprofondare in un sonno allucinato, nel quale sogna marito ed amante che duellano per lei… In realtà a mio avviso a nessuno dei due importa di lei: lo sgangherato secondo uomo forse non l’ha mai amata davvero, ed il marito non riesce a perdonarla.
Restano i miti greci a dare l’illusione che questa nostra misera esistenza, possa avere un significato più grande agli occhi degli Dei…

L’Estate che finì due volte, regia di Matteo Incollu
Italia, 2026
Locarno Kids Screenings

La storia si svolge nell’entroterra sardo, in sterminate campagne isolate, dorate dal sole estivo che non dà tregua, ed impreziosite da un lago immenso.
I protagonisti sono due bambini che trascorrono giornate lente senza fare niente, a parte i bagni nel lago.
La libertà che si respira è quella di un tempo, senza limiti di pericoli e raccomandazioni di alcun tipo.
Ma cosa attira di più i bambini di un mistero da scoprire?
Alessandra ha undici anni e coltiva un segreto dialogo interiore con i propri interrogativi sulla madre scomparsa anni prima.
Affascinata da una casa abbandonata e diroccata, sentirà il bisogno oscuro di isolarvisi in solitudine, comunicando con i fantasmi che ancora la abitano.
L’occulto del resto, fa parte della tradizione isolana.
In tramonti dove la sagoma del padre al sax si staglia, Alessandra comincia a porre domande sulla madre.
Il desiderio è così forte che finirà per riuscire ad evocarla.
La scoperta è spaventosa, ma il suo amico, che la vede con gli occhi del cuore, riuscirà a riportarla indietro.

Piazza Grande, serata del 09.08.2026
Premiato James Gray con il Pardo alla Carriera da parte di Ascona-Locarno Turismo.

Bella fotografia e buona interpretazione, per un film ambientato nel 1986 nella periferia americana, che vede due fratelli lasciarsi coinvolgere dalla mafia russa con il sogno di guadagni facili.
Purtroppo le richieste della criminalità organizzata diventeranno sempre più rischiose, intanto che i capoccia testeranno i rapporti tra fratelli ed il grado di disponibilità verso i capi, come anche quello della lealtà fra loro.
La posta diventano le famiglie di ognuno di loro in un gioco disumano, che rischia di sgretolare qualsiasi valore pensavano di avere.

Link conferenza stampa con Olivia Wilde:

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Link Premiazione Piazza Grande 08.08.2026

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Link Premiazione Piazza Grande 09.08.2026

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Link Premiazione Piazza Grande 07.08.2026:

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Link dibattito dopo il film “L’estafe che finì due volte”:

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Monica Mazzei
Redattrice culturale
per TicinoNotizie.it

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