Nelle serate del 3 e del 4 agosto, La Rotonda by la Mobiliare a Locarno ha ospitato i live di Ditonellapiaga e Andrea Cerrato.
Entrambi i concerti hanno riscosso grande successo di pubblico.
Ora si continua con gli spettacoli di Gabriel Benedek (5 agosto alle 21:30), ed Enrico Ruggeri (6 agosto alle 21:30).
Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito.
Si ricorda che nelle serate precedenti, si sono esibiti Matthew Lee (30 luglio – interviste sul nostro giornale), Roy Paci (il 31 luglio), Merk e Kremont (1. Agosto), ed United Soloists Orchestra (il 2 agosto).
Ma ora una rapida recensione dei due live di Ditonellapiaga e Cerrato, dei quali vi offro anche qualche immagine live.
DITONELLAPIAGA: un caleidoscopico viaggio musicale ricco di imprevisti generi musicali, a volte accennati solo per pochi secondi. Una montagna russa fatta di emozioni sonore, come se una nota cambiasse via via forme che non si somigliano, passando da un cubo ad un fiore.
Ditonellapiaga, novità musicale per le orecchie del grande pubblico e della quale ho già parlato nei mesi scorsi su queste pagine, si è esibita in un live dove la sua voce ha dato prova di capacità estensive come pure di profondità di rara potenza.
Un talento esplosivo condito da doti interpretative e teatrali, che hanno trasformato il concerto in una movimentata esperienza audiovisiva, simile ad un videoclip con attrici umane (con lei 4 ballerine), che prende vita su un palcoscenico.
Tutto eseguito alla perfezione, incredibile sincronia e mai una sbavatura.
Guardando e ascoltando le “trame” che questa duttile artista mette in scena, ci si rende conto che un sottotitolo adatto a lei, potrebbe essere “Una, Nessuna… Centomila”!
Se l’autoironia domina la scena, non è mancato però un tocco di commosso sentimento, nell’introdurre il brano che ha dedicato alla fine di una lunga relazione, ed al dolore di incontrare dopo tempo quello che si credeva l’amore di una vita, con la nuova compagna, e rendersi conto che lui la guarda come non aveva mai guardato lei… L’uomo non pare guardarsi indietro e a lei non resta che comprenderlo con dispiacere.
Dolori comuni a ciascuna di noi. Grazie, Ditonellapiaga.
Ci sono poi note che accompagnano una nuova e personale versione di “Come tu mi vuoi”… Quante di noi si sono sentite quasi obbligate a superare giornalmente l’esame cui si sentono sottoposte da parte dei compagni.
L’artista in finale ha raccontato dal palco di come scriva tutti i propri testi, di come abbia scelto di sbagliare con la sua testa, a cominciare dallo stravagante nome che si è data e che tutti le suggerivano di cambiare.
ANDREA CERRATO: una guida per i fan dai desideri più comuni, e proprio per questo, a volte difficili da conquistare. (Anche di lui avevo già parlato su queste pagine in modo approfondito).
Con lui sul palco, la moglie violinista che, come lui stesso ha dichiarato, solo in estate riesce a seguirlo in tour, e quindi, ha aggiunto, possiamo ritenerci fortunati!
Andrea ha ricordato che qualsiasi cosa passi dentro di noi, può essere espressa con il linguaggio universale della musica. Per lui è stato un modo per riuscire ad esprimere ad esempio il dolore per il padre mai avuto a fianco, al quale ha dedicato una canzone, e che ha immaginato di avere con sé nei momenti più importanti della sua vita. “Ma tu sei sempre dentro di me” conclude, perché chi ci ha messo al mondo, in qualche modo lascia sempre in noi una traccia di sé.
Ha poi ripercorso i propri esordi: Andrea viene dalla grafica e da studi in comunicazione, e benché ne faccia tesoro ancora oggi, nella sua presenza di grande successo sui social, che tutti conosciamo, decise di licenziarsi, perché aveva capito che la musica era la sua vera strada. Ha aggiunto anche che non mancò nel suo curriculum una puntatina in Svizzera.
Nelle sue rimembranze, il periodo Covid, nel quale la sua attività sui social network è esplosa, chiedendo al pubblico di interagire, in un format che ha aiutato a produrre i primi brani. Tra questi uno dedicato alla magia e ad Harry Potter, che però non ha mai pubblicato davvero. Forse un giorno deciderà di farlo, per ora resta una pietra miliare dal vivo.
Sullo sfumare del suo concerto, ha raccontato in musica la nascita della casa come nido a due, prima casa emotiva psicologica e virtuale e poi, mattone dopo mattone, una struttura reale con muri e tetto che possano proteggere due cuori.
Articolo e foto live di Monica Mazzei
Redattrice culturale per TicinoNotizie.it
Nelle foto Ditonellapiaga e Andrea Cerrato in basso













