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Futuro Nazionale e la crisi del nostro calcio. “Pronta la regola di equilibrio nazionale per ripartire”

"Diventerà una mozione parlamentare, la proporremo a Malagò"

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«È pronta la proposta di introduzione sperimentale della “Regola di equilibrio nazionale”, elaborata dall’avvocato Antonio M. Oppicelli, membro del Circolo Liguria del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Si tratta di un articolato tecnico destinato alla modifica delle Norme Organizzative Interne della FIGC, accompagnato da una specifica nota giuridica a sostegno della compatibilità e della sostenibilità dell’intervento.»

Lo dichiarano congiuntamente Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, e Stefano Ruvolo, Presidente di Confimprenditori e fondatore di Patto Italia.

«L’obiettivo della proposta è rafforzare il legame tra i campionati nazionali e il patrimonio calcistico italiano attraverso una sperimentazione regolamentare equilibrata, senza limitare il mercato dei trasferimenti, il tesseramento dei calciatori stranieri o la libertà tecnica degli allenatori. È una proposta seria, pragmatica e aperta alla verifica dei risultati.»

«Nei prossimi giorni sottoporremo il progetto al presidente della FIGC Giovanni Malagò affinché possa essere oggetto di un confronto istituzionale con il sistema sportivo italiano. Parallelamente predisporremo una bozza di mozione parlamentare da sottoporre innanzitutto a Futuro Nazionale e successivamente a tutte le forze politiche interessate, nella convinzione che il rilancio del calcio italiano debba rappresentare un obiettivo nazionale e non di parte.»

«La “Regola di equilibrio nazionale” non rappresenta una soluzione isolata, ma costituisce uno degli strumenti di un più ampio progetto di riforma del calcio italiano che il Centro Studi Rinascimento Nazionale, unitamente a Confimprenditori e Patto Italia, intende promuovere. Il pacchetto comprende incentivi economici al minutaggio dei calciatori italiani, una forte semplificazione burocratica per le società dilettantistiche e i vivai, la revisione dei premi di valorizzazione e maggiori investimenti nella formazione degli allenatori del settore giovanile.»

Il progetto si integra inoltre con la proposta avanzata nei giorni scorsi dal Centro Studi Rinascimento Nazionale per superare il divieto introdotto dal Decreto Dignità sulle sponsorizzazioni degli operatori di gioco legale nel calcio. Se davvero si vogliono restituire competitività al sistema calcistico italiano e risorse ai club, occorre abbandonare la stagione dei divieti ideologici e costruire una riforma organica fondata su meno burocrazia, più investimenti nei vivai, maggiore valorizzazione del volontariato sportivo, nuove risorse private e regole capaci di favorire la crescita dei giovani calciatori italiani. È la somma di queste riforme, e non un singolo intervento, che può consentire al calcio italiano di tornare competitivo sul piano sportivo, economico e sociale.

«Le società sportive, soprattutto quelle dilettantistiche, rappresentano un presidio educativo e sociale insostituibile sui territori. Occorre creare le condizioni affinché possano continuare a svolgere questa funzione senza essere soffocate da adempimenti amministrativi e burocratici che troppo spesso scoraggiano il volontariato e penalizzano la crescita dei giovani. Restituire competitività al calcio italiano significa investire sul capitale umano, sulla formazione, sul merito e sulla libertà di iniziativa delle società sportive. È questa la strada per riportare il nostro calcio ai vertici europei e mondiali.»

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