HomeCronacaStazione Vittuone-Arluno ancora inaccessibile: Comune e associazioni scrivono al Ministero

Stazione Vittuone-Arluno ancora inaccessibile: Comune e associazioni scrivono al Ministero

La stazione ferroviaria di Vittuone-Arluno, sulla linea S6 Milano-Novara, continua a essere priva delle infrastrutture necessarie per garantire l’accesso alle persone con disabilità motoria. Per questo motivo il Comune di Arluno, insieme a diverse associazioni impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, ha inviato una lettera formale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo interventi concreti e tempi certi per risolvere una situazione che si trascina da anni.

La richiesta è stata trasmessa tramite Pec protocollata e porta la firma del sindaco di Arluno, Alfio Colombo, oltre a quelle di importanti realtà nazionali come l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm), Ledha/Craba, l’Associazione Luca Coscioni e del coordinatore del progetto Mappami, Mauro Foieni. In copia sono stati coinvolti anche la Prefettura di Milano, Rfi, il senatore Ivan Scalfarotto e la consigliera regionale Lisa Noja.

Al centro della segnalazione vi sono le gravi criticità che caratterizzano lo scalo ferroviario: l’assenza di ascensori funzionanti, la mancanza di rampe adeguate e marciapiedi non conformi agli standard di accessibilità. Condizioni che, di fatto, impediscono a persone in carrozzina o con ridotta capacità motoria di utilizzare autonomamente il servizio ferroviario.

Secondo i firmatari della lettera, si tratta di una situazione che contrasta con quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, oltre che con la normativa europea in materia di accessibilità dei trasporti pubblici.

Negli ultimi mesi la questione è stata più volte portata all’attenzione delle istituzioni. A marzo il senatore Ivan Scalfarotto aveva presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere chiarimenti sugli interventi previsti, senza però ottenere finora una risposta ufficiale. Anche la consigliera regionale Lisa Noja aveva sollecitato il tema ottenendo come unica indicazione un possibile orizzonte temporale fissato al 2029 per l’adeguamento della stazione, una prospettiva giudicata troppo lontana da amministrazione comunale e associazioni.

Nel documento inviato al Ministero vengono avanzate quattro richieste precise. La prima riguarda una risposta entro trenta giorni all’interrogazione parlamentare, con l’individuazione di un referente ministeriale incaricato di seguire il dossier. La seconda è la predisposizione di un cronoprogramma vincolante che indichi tempi certi per la progettazione, l’appalto e la realizzazione degli interventi necessari.

Viene inoltre chiesto di chiarire quali risorse economiche saranno utilizzate per finanziare l’opera, specificando se i fondi arriveranno dal Pnrr, da Rfi o da altri capitoli ministeriali. Infine, i firmatari domandano l’attivazione immediata di misure temporanee per garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità, come servizi di accompagnamento dedicati, navette accessibili o altre soluzioni che possano colmare il divario fino alla realizzazione delle opere definitive.

L’obiettivo è evitare che una situazione denunciata da anni continui a limitare l’accesso al trasporto pubblico ferroviario per una parte della cittadinanza, in attesa di risposte concrete da parte delle istituzioni competenti.

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