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ROMA (ITALPRESS) – Nell’immaginario collettivo del pubblico televisivo Claudio Bisio è sicuramente inserito nella categoria “volti Mediaset”. Per questo, come si dice in gergo, “fa notizia” il suo arrivo in Rai come protagonista della nuova serie “Uno sbirro in Appennino”, in onda dal 9 aprile su Rai1, con l’anteprima dei primi due episodi su RaiPlay a partire dal 7 aprile. In realtà, Bisio aveva già fatto capolino più volte nella serialità targata Rai, l’ultima delle quali nel 2003 in “Vivere non è un gioco da ragazzi”, ma questo è il debutto da protagonista.
Scritta da Fabio Bonifacci (che con Bisio vanta un lungo sodalizio lavorativo) e diretta da Renato De Maria, “Uno sbirro in Appennino” racconta le vicende del commissario Vasco Benassi, il “miglior sbirro” di Bologna che, dopo un errore, viene trasferito in Appennino, nel piccolo paesino di Muntagò, suo paese di origine, abbandonato anni prima dopo un’esperienza che lo ha segnato profondamente.
Le indagini sui casi che dovrà affrontare aiuteranno Benassi a riprendere contatto con le sue radici, in un processo di “riapertura del cuore” che lo porterà a essere meno solitario, a creare nuove relazioni e approfondirne altre. Come quella con la cugina Gaetana (Elisa D’Eusanio), ispettore del commissariato di Muntagò, che prova a offrirgli sempre il calore della famiglia, o quella con il marito di lei, Bruno (Ivan Zerbinati), vecchio rivale in amore, e anche quella con il fidato Fosco (Michele Savoia), giovane agente di polizia che decide di seguirlo in Appennino perché ne riconosce l’umanità e la lealtà. Ma più di tutte le vecchie conoscenze, quella che si impone fortemente nella vita di Vasco Benassi è Nicole Poli (Valentina Lodovini), grande amore platonico di gioventù, diventata solitaria quanto lui per via di brutte esperienze in amore e di un lavoro impegnativo (è la prima sindaca donna di Bologna).
Si dirà: un altro poliziotto? Alle perplessità il produttore Roberto Sessa risponde che “l’Appennino non è mai stato raccontato in televisione e in questa serie è uno dei protagonisti”, e il regista parla di “un poliziesco alla nostra maniera, cioè un poliziesco attraversato da altri generi come la commedia, il romanzo d’amore e il romanzo di formazione”. Inoltre, “abbiamo cercato di raccontare il territorio e lo abbiamo fatto attraverso il poliziotto geniale, un po’ unico e irresponsabile, che si comporta in maniera molto libera, e con la squadra che gli abbiamo messo vicino”.
Lo sceneggiatore, nonché ideatore della serie e frequentatore della catena montuosa che attraversa l’Italia, Fabio Bonifacci conferma: “L’Appennino rappresenta molto l’Italia, va dalla Liguria alla Calabria e alla Sicilia e, fino al dopoguerra, ci viveva più del 60% degli italiani. Poi si è spopolato ma credo sia la memoria del Paese, raccontiamo una parte d’Italia forse un po’ dimenticata”.
Claudio Bisio parla del suo personaggio: “Vasco è uno molto naif, irruento, che ha metodi bruschi. Però è un pezzo di pane. Come carattere in lui c’è molto di mio ma non tutto di lui mi appartiene. Io ad esempio, contrariamente a Benassi, sono per la liberalizzazione delle droghe leggere”. E, poi, “sono un figlio degli anni ’70, non ho mai amato le divise anche se rispetto per il lavoro che fanno e mi piace interpretarne”. Concludendo, a proposito del suo arrivo in Rai, Bisio assicura: “Qui mi trovo benissimo”.
– Foto ufficio stampa Rai –
(ITALPRESS).















