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Magenta: ‘La figlia della Luna Rossa’, in libreria l’ultima ‘fatica’ di Marcello Stoppa Corona

Un fantasy di quasi trecento pagine. Parte del ricavato andrà al recupero del lavatoio storico di Pontevecchio.

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Nel panorama della fantasy epica contemporanea, sono pochi i volumi capaci di intrecciare la brutalità della conquista politica con la sottile magia del mito in modo così armonico. Marcello Stoppa Corona, con il suo ultimo romanzo La figlia della Luna Rossa (Aurea Nox® – Collana Veritas sub Umbra), ci trascina in un viaggio attraverso i secoli, dove il potere non è solo una corona da indossare, ma una maledizione da scontare.

Il romanzo prende le mosse da un atto di violenza primordiale: la conquista della penisola di Savoy da parte di Robert di Borgognat. È un inizio folgorante che stabilisce immediatamente le coordinate morali del mondo creato da Stoppa Corona. Il regno di Robert non nasce dal diritto, ma dal terrore. Tuttavia, proprio all’apice del trionfo, l’ombra del destino si allunga sotto forma di una profezia sciamanica: una creatura nascerà per sconvolgere la stirpe degli usurpatori.

Questo espediente narrativo, pur essendo un classico del genere, viene qui trattato come un motore etico e filosofico. Non è solo una previsione del futuro, ma una trappola psicologica: la paura del domani spinge i potenti a compiere proprio quegli atti che scateneranno la loro rovina.

Secoli dopo la conquista, la profezia si incarna in Giorgia, una principessa nata sotto il sinistro bagliore di una luna rossa. In una corte soffocata dalle superstizioni e da un ordine patriarcale granitico, la nascita di una femmina non è solo un evento biologico, ma un atto di rottura. Giorgia diventa il catalizzatore di tensioni latenti. La sua esistenza pone una domanda fondamentale a tutto il regno: è lei la chiave per la salvezza o l’araldo della distruzione finale?

Uno dei punti di forza del romanzo risiede nella costruzione di figure femminili complesse e stratificate, che si muovono in un mondo dominato dagli uomini. Maria: Incarna la dolcezza e la dimensione protettiva della maternità, un faro di umanità in una corte gelida. Tea: Rappresenta la forza ribelle. È la figura anticonformista che sfida apertamente le convenzioni sociali e l’autorità imposta, diventando il simbolo della resistenza contro l’oppressione.

“La nascita di Giorgia trasforma la questione del potere in una questione di genere: in una dinastia che esige eredi maschi, la sua vita è un presagio di caos che mette a nudo la fragilità dei tiranni.”
Lo stile di Stoppa Corona alterna con maestria momenti di narrazione epica e descrizioni suggestive a dialoghi intensi e serrati. L’atmosfera che si respira tra le pagine è densa, carica di un senso di presagio che tiene il lettore costantemente in allerta. Il romanzo non si limita a raccontare una storia di battaglie e intrighi, ma invita a una riflessione più profonda su come la superstizione venga usata come strumento di controllo sociale e su come il coraggio individuale possa incrinare anche il regime più autoritario.

La figlia della Luna Rossa è un’opera consigliata a chi cerca un fantasy che non sia solo evasione, ma uno specchio delle dinamiche di potere e dei conflitti umani. È una saga mitica che parla di ribellione, di identità e dell’eterno scontro tra ciò che siamo destinati a essere e ciò che scegliamo di diventare.
Parte del ricavato delle vendite del libro (1€ a libro venduto) verrà donato al recupero per il lavatoio storico di Pontevecchio.

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