Un applauso fragoroso che rompe il silenzio dei corridoi del Palazzo di Giustizia, brindisi e abbracci tra le toghe per festeggiare l’esito delle urne. È questo il frame che sta scatenando un violento scontro politico tra via Bellerio e l’Associazione Nazionale Magistrati. A sollevare il caso è il deputato della Lega, Luca Toccalini, che punta il dito contro i festeggiamenti avvenuti nella sede milanese dell’ANM subito dopo lo spoglio referendario.
L’accusa: “Comportamento non imparziale”
Secondo la ricostruzione dell’esponente leghista, quanto accaduto all’interno del Tribunale di Milano rappresenterebbe una prova di forza ideologica incompatibile con il ruolo della magistratura.
“I magistrati hanno reagito con un fragoroso applauso, abbracciandosi e brindando all’esito referendario”, ha dichiarato Toccalini in una nota ufficiale. “Un comportamento tutt’altro che imparziale, una scena indecente non rispettosa nei confronti degli italiani”.
Al centro delle critiche non c’è solo l’episodio milanese: il deputato ha infatti chiesto di fare luce anche su presunti cori e manifestazioni di giubilo che sarebbero stati uditi nella sede di Napoli, delineando un quadro di festa diffusa all’interno degli uffici giudiziari che la politica giudica “inaccettabile”.
Il fronte della riforma
Per la maggioranza, l’episodio di Milano non è solo una questione di bon ton istituzionale, ma la conferma di un problema strutturale. “Questa è la dimostrazione plastica che in Italia serve una riforma seria della Giustizia”, ha incalzato Toccalini. Il riferimento è ai temi caldi del dibattito parlamentare: dalla separazione delle carriere alla revisione del sistema delle correnti interne al CSM.
L’appello al CSM
La palla passa ora a Piazza Indipendenza. Il deputato della Lega ha infatti auspicato un “immediato intervento del CSM” per fare chiarezza sulla vicenda. L’obiettivo è verificare se i comportamenti segnalati abbiano violato i doveri di riserbo e di immagine che gravano su ogni magistrato, specialmente all’interno delle sedi in cui viene amministrata la giustizia in nome del popolo.
Dalle sedi dell’ANM, per ora, filtra una linea di difesa legata alla libertà di associazione e al diritto di esprimere soddisfazione per un esito che, secondo il sindacato delle toghe, tutela l’autonomia del potere giudiziario. Ma la polemica è solo all’inizio e promette di infiammare i prossimi lavori in Commissione Giustizia.
I MAGISTRATI BRINDANO E CANTANO BELLA CIAO GUARDA IL VIDEO:



















