Una Piazza Mercato gremita ha ospitato questa mattina le celebrazioni per la fine del mese sacro del Ramadan. Centinaia di fedeli musulmani residenti nel Magentino si sono ritrovati per l’Id al-fitr, il banchetto della rottura del digiuno. L’evento ha visto la partecipazione non solo di uomini, ma di moltissime donne e bambini, testimoniando la vivacità di una comunità radicata nel territorio. Accanto a loro, in un gesto di profonda vicinanza, erano presenti i rappresentanti delle realtà cattoliche e sociali di Magenta: dalla San Vincenzo alla Scuola Senza Frontiere (scuola di italiano per stranieri), fino alle ACLI, a sottolineare un legame di fratellanza che va oltre la fede religiosa.
Momento centrale della mattinata è stato l’intervento di don Federico Papini, prevosto di Magenta. Il parroco ha portato il saluto della comunità cristiana locale e ha letto un accorato messaggio dell’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini. Nello scritto, l’Arcivescovo ha voluto sottolineare come le religioni debbano essere strumenti di pace. Un appello a restare uniti nel gridare “basta” ai conflitti, definiti un’assurdità per la coscienza umana. Il messaggio ha ricordato che per fermare l’odio, l’arma migliore è la misericordia di Dio. L’invito è di usare le energie raccolte durante il digiuno e la preghiera per costruire opere improntate alla fraternità.
Don Federico ha concluso il suo intervento con un augurio personale alla comunità islamica, esortando tutti a valorizzare le diversità come una ricchezza: “Siamo invitati a scegliere ciò che più ci unisce invece che ciò che ci divide”. Il suo saluto, un beneaugurante “Pace e bene a tutti”, ha suggellato l’inizio della preghiera rituale in un clima di reciproca stima. Munib Ashfaq, per l’associazione Abu Bakar di Magenta, ha ricordato l’importanza dell’evento di oggi, la festa più importante nel mondo islamico.


















