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Prosegue l’escalation in Medio Oriente, attacchi su larga scala a infrastrutture strategiche e aree civili tra Iran e Israele

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ROMA (ITALPRESS) – Prosegue l’escalation nel conflitto tra Iran e Israele, con attacchi reciproci su larga scala che colpiscono infrastrutture strategiche e aree civili. Secondo fonti iraniane, nella notte tra giovedì e venerdì si sono verificati raid “violenti e su vasta scala” su diverse province meridionali, tra cui Bandar Abbas e Khuzestan, oltre a colpi mirati su Isfahan, vicino a installazioni militari. Testimoni locali hanno riferito di incendi su diverse unità navali nel porto di Lengeh, causati dal bombardamento israeliano. Da Teheran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato il lancio di una nuova ondata di missili balistici nell’ambito dell’operazione “Promessa Veritiera 4” (True Promise 4).

La “mossa 66” sarebbe partita alle 1:20 locali (le 23:50 italiane di giovedì), impiegando missili a propellente solido e liquido di ultima generazione, definiti “superpesanti, ad alta precisione e con testate multiple”. Tra i vettori utilizzati: i “Qadr”, “Khorramshahr”, “Kheibar Shekan”, “Qiam” e “Zulfiqar”, affiancati da droni kamikaze. In Israele, le sirene d’allarme hanno suonato in diverse regioni, dal nord (Galilea occidentale) al centro del Paese. Media locali hanno diffuso immagini di frammenti di missili caduti in aree residenziali e aperte. Il sistema Iron Dome e le altre difese multilayer hanno intercettato gran parte dei proiettili, ma alcuni impatti hanno provocato danni e feriti.

In risposta, le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno rivendicato l’esecuzione di decine di sortite aeree nelle ultime 24 ore, colpendo oltre 130 obiettivi infrastrutturali iraniani. “Abbiamo completato centinaia di missioni offensive in tutto il territorio iraniano, neutralizzando infrastrutture chiave del regime”, ha dichiarato la portavoce IDF Ella Vaviya su X. Il bilancio complessivo del conflitto, entrato nel ventesimo giorno, resta in aggiornamento: decine di vittime da entrambe le parti, impennata dei prezzi energetici globali dopo i raid su giacimenti come South Pars e raffinerie, e timori di un allargamento regionale. Teheran continua a minacciare ritorsioni “senza limiti” se gli attacchi su infrastrutture energetiche e nucleari non cesseranno.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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