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Ruba arma e muore in sparatoria Milano: moglie, poteva salvarsi

Liu Wenham aveva 30 anni

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“Mio marito poteva salvarsi. Poteva essere curato per i suoi problemi psicologici o sarebbe potuto essere ancora vivo se fosse stato colpito dagli agenti alle braccia o alle gambe e non alla testa”. La signora Ma Xia e’ la
vedova di Liu Wenham, il trentenne cuoco di nazionalita’ cinese
morto l’uno febbraio scorso nel corso di una sparatoria con la
polizia avvenuta in piazza Mistral a Milano.

In un’intervista all’AGI, la donna, assistita dall’avvocato Fan Zheng, racconta
il difficile percorso esistenziale del marito, legato
soprattutto alla sua salute psichiatrica, che aveva aggredito
una guardia giurata rubandogli l’arma, usata poi per sparare
contro la volante blindata. Gli agenti avevano poi risposto al
fuoco ferendolo a un braccio e alla testa. Liu Wenham era
deceduto dopo alcuni giorni di agonia in ospedale e la Procura
aveva iscritto quattro agenti per omicidio colposo “a titolo di
garanzia” con la scriminante dell’uso legittimo delle armi per
la situazione di pericolo in cui si trovavano.

“Mio marito viveva in Italia da piu’ di due anni. A gennaio di quest’anno mi
aveva raccontato di avere dei conflitti con delle persone di
colore e poi che si sentiva depresso. Il 26 gennaio mi aveva
detto che qualcuno lo stava inseguendo e che non poteva piu’
tornare a casa. Mi ripeteva: ‘Sono arrivati, vogliono
uccidermi’. Durante le video chiamate dagli alberghi dove stava
e che cambiava sempre non mi diceva una parola, ma con lo
sguardo mi faceva capire che erano nella stanza accanto e che
sarebbero venuti a ucciderlo”.

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