E’ in gravi condizioni, ma vivo, Abdou Karim Toure, il senegalese di 56 anni inizialmente indicato come la seconda vittima del deragliamento del Tram
della linea 9, che venerdì è andato a schiantarsi contro un
palazzo in via Vittorio Veneto a Milano.
A perdere la vita con il 59enne Ferdinando Favia, la prima vittima, è stato Johnson
Okon Lucky, un 49enne di nazionalità nigeriana. Quest’ultimo era già in gravissime condizioni all’arrivo dei soccorsi e, nonostante i tentativi di rianimarlo, non ce l’ha fatta.
A essere indagato è l’autista del Tramlink della linea 9 deragliato venerdì a Milano ma l’inchiesta della Procura potrebbe presto allargarsi. L’accusa per P.M., il tranviere 60enne di Muggiò, è ipotizzata in disastro ferroviario, omicidio e lesioni plurime colpose in concorso e lunedì mattina la polizia locale diretta dal comandante Gianluca Mirabelli si è presentata nella sede di ATM di via Monte Rosa per eseguire un ordine di esibizione documenti disposto dalla pm Elisa Calanducci.
E’ stata acquisita copia di tutte le “registrazioni” e i relativi “brogliacci” delle “comunicazioni” intercorse il 27 febbraio fra la sala operativa dell’azienda dei trasporti milanesi e gli addetti della società, dove vengono archiviate anche le “chiamate effettuate fra tale struttura e gli autisti o altro personale”. Fase di “estrazione”, si legge nel decreto di sequestro, a cui seguirà la selezione di quelle “avvenute con il personale in servizio” sulla linea Centrale – Porta Genova e sui nuovi mezzi Stadler Tramlink 7707 inaugurati da poche settimane. Una mossa necessaria agli inquirenti per valutare quali fossero le “condizioni di salute” del conducente, che a spontanee dichiarazioni ha riferito di aver avuto un malore, e se lui stesso avesse “segnalato” alla sala operativa “criticità o anomalie di qualunque genere” nei minuti che hanno preceduto il disastro avvenuto all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto mentre il mezzo viaggiava in direzione Piazza Oberdan che ha causato 2 morti e una cinquantina di feriti.
Ieri gli inquirenti si sono visti per fare il punto. Nessuna ipotesi è scartata in partenza e non è “possibile” al momento “escludere”, si legge agli atti, che l’incidente sia riconducibile a “possibili errori umani” o “eventuali malfunzionamenti tecnici”. Sono in corso anche accertamenti di tipo medico sullo stato di salute del 60enne che era alla guida e proseguono le audizioni dei testimoni dei fatti e le analisi del cellulare.


















