E’ sul sistema frenante del tramlink – che venerdì è deragliato provocando la morte di due passeggeri e alcune decine di feriti – che si focalizza l’attenzione della Procura di MILANO intenzionata ad aprire un fascicolo (titolare la pm Elisa
Calanducci) per omicidio colposo su quanto accaduto lungo viale
Vittorio Veneto.
Il conducente della linea 9, che non ha riportato ferite gravi, ha
parlato di un malore. Il nuovo tram bidirezionale, che collega la
stazione Centrale a Porta Genova, è dotato di un sistema frenante
efficacissimo ma manuale. Il cosiddetto sistema frenante a “uomo
morto” è infatti un dispositivo di sicurezza automatico che arresta il
tram se chi guida lascia la leva, a causa magari proprio di un malore,
almeno per 30 secondi. In assenza dell’azione da parte del conducente,
il freno si inserisce automaticamente, impedendo al mezzo di
continuare a funzionare senza un operatore vigile.
Un sistema per evitare incidenti che in questo caso, forse data la
distanza ravvicinata tra malore e deragliamento, potrebbe non aver
funzionato. Il tram 9 ha saltato la fermata precedente (distante
qualche decina di metri dall’impatto) quindi, invece di procedere
dritto, ha girato (il sistema di scambio era rimasto impostato dalla
linea del tram precedente) sulla sinistra impattando a una velocità
elevata contro un palazzo. Sarà una consulenza cinematica a chiarire
l’esatta dinamica di quanto accaduto e se la velocità è stata una
delle cause dell’incidente.

















