Aumenta a quasi il doppio, nel 2025, il numero di segnalazioni pervenute alla Consigliera di Parità della Città metropolitana di Milano. Ben 86 i casi di presunta discriminazione sul lavoro portati all’attenzione di Barbara Peres, contro i 58 dell’anno precedente. Raddoppiate anche le situazioni che l’ufficio si è assunto in carico dopo la prima valutazione di competenza: 65 a fronte delle 32 trattate nel 2024.
Delle segnalazioni ricevute, 74 sono state presentate da donne e 12 da uomini. Di tutte, solo quattro sono state archiviate poiché non configuravano condotte di carattere discriminatorio. Cinque sono state girate alle Consigliere di parità territorialmente competenti dal momento che le persone ricorrenti, pur essendo residenti nell’area metropolitana di Milano, lavoravano però in un’altra provincia. Altre cinque persone rivoltesi alla Consigliera perché discriminate a causa della loro disabilità hanno potuto ricevere informazioni su cosa fare e a chi rivolgersi. Sono stati sette i casi di effettiva discriminazione di genere le cui vittime hanno infine preferito non proseguire con una causa.
In merito ai casi presi in carico dalla consigliera Peres, questi concernono problematiche di diversa natura: sette in ambito di accesso al lavoro, con donne in gravidanza che non sono state considerate neanche per lavori di breve durata e giovani donne alle quali nei colloqui sono state poste domande discriminatorie (“Hai una relazione stabile? Hai figli? Quando pensi di averne?); 10 casi relativi alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (arbitraria imposizione di orari e turni, in alcuni casi solo notturni) e due relativi alla revoca dello smart-working, nonostante la presenza di accordi aziendali.
Per quanto riguarda più strettamente la discriminazione di genere sono stati gestiti otto casi di demansionamento dopo il congedo di maternità; un caso di gender pay gap (divario salariale di genere) a parità di competenze e di giorni di assunzione; sette casi nei quali le protagoniste manager sono state escluse dalle attività aziendali, da processi decisionali e riunioni, a causa o a seguito della maternità.
Ben 22 i casi attinenti a molestie intese come comportamenti indesiderati mirati violare la dignità e creare un clima intimidatorio, due sono stati segnalati da uomini.
Dieci le molestie di carattere sessuale, tutte segnalate da donne. In un paio di situazioni è emersa la sussistenza di un’organizzazione aziendale di fatto discriminatoria; sei i casi di discriminazione multiple, dove la vittima è stata anche oggetto di razzismo o di intolleranza della sua disabilità.
Sette i fascicoli che l’ufficio della Consigliera di Parità aveva aperto nel 2024 e si era portata nel 2025: due si sono conclusi con una sentenza positiva dopo l’avviamento della causa; altri due hanno udienze fissate per il 2026; infine tre sono stati archiviati per volere delle lavoratrici.
Nell’arco del 2025 la Consigliera ha gestito personalmente, dall’inizio alla fine, ben 16 casi, tutti chiusi positivamente: in due è stata risolutiva la mediazione dell’ufficio, mentre per gli altri 14 è servita una conciliazione stragiudiziale.
“È stato un anno davvero intenso, con un sensibile aumento di segnalazioni, a dimostrazione del fatto che cittadine e cittadini iniziano a conoscere questo servizio offerto dalla Città metropolitana di Milano a tutela di chi subisce discriminazione nei luoghi di lavoro – afferma la consigliera di Parità, Barbara Peres –
Da ricordare che la nomina delle consigliere di parità territoriali è di fonte ministeriale, seppure il nostro incarico ha limiti amministrativi provinciali e fa capo alle relative Province. E queste ultime difficilmente dispongono di risorse adeguate a supportare il nostro ufficio. Questo a fronte di un impegno profuso che nel tempo si è fatto più oneroso e, per tempo ed energie investite, è quasi un lavoro a tempo pieno. Un lavoro che richiede specifiche competenze e comporta responsabilità.
Da parte mia non posso che rinnovare il mio impegno per l’anno da poco cominciato: nella Consigliera di Parità della Città metropolitana di Milano lavoratori e lavoratrici potranno trovare attenzione alle loro problematiche e ascolto.
L’obiettivo è arrivare sempre ad una mediazione, per cercare di risolvere le controversie e creare un contesto lavorativo non discriminatorio ed inclusivo per tutte e tutti. Inizio questo 2026 con rinnovato impegno e determinazione nella tutela delle pari opportunità sul territorio metropolitano”.


















