Il dibattito sulle riforme costituzionali entra nel vivo anche a Vanzaghello. Si è costituito ufficialmente il Comitato Vanzaghellese per il NO al Referendum sulla giustizia, con l’obiettivo di informare la cittadinanza su quelli che vengono definiti “i rischi della legge Nordio-Meloni”.
Le ragioni della mobilitazione
Secondo i promotori del comitato, la riforma non risponderebbe alle reali necessità del sistema giudiziario italiano. “La legge non migliora in nulla la qualità del servizio”, spiegano dal Comitato, sottolineando come il provvedimento non preveda un aumento degli organici né una riduzione dei tempi dei processi, lasciando irrisolto il problema del precariato nel settore.
Il punto centrale della protesta riguarda però l’autonomia della magistratura. Per il Comitato Vanzaghellese, l’indipendenza dei giudici non è un privilegio di casta, ma l’unica vera garanzia che “tutti i cittadini siano davvero uguali davanti alla legge”. Il timore espresso è che la riforma miri a indebolire il controllo di legalità, spostando l’equilibrio del potere verso l’esecutivo.
Un disegno politico complessivo
Il Comitato inserisce la riforma della giustizia in un quadro più ampio, che comprende anche l’Autonomia Differenziata e il Premierato:
“Queste tre controriforme hanno un solo scopo: concentrare e verticalizzare il potere nelle mani del Governo, allontanandolo dai cittadini. Fermare la legge Nordio significa difendere la nostra Repubblica parlamentare.”
Prossimo appuntamento: Gazebo in Piazza Sant’Ambrogio
Dopo la prima iniziativa dello scorso 15 febbraio, il Comitato torna a incontrare i cittadini per approfondire i temi del referendum e rispondere a dubbi e domande.
L’appuntamento è per domenica 1 marzo, con un gazebo informativo allestito in Piazza Sant’Ambrogio a Vanzaghello. I membri del comitato saranno a disposizione per tutta la mattinata per distribuire materiale e discutere i dettagli della proposta di legge.

















