Giuseppe Poerio si sarebbe messo “a disposizione” per commettere l’omicidio dell’ex capo ultras dell’Inter, Andrea Beretta, durante i “permessi” dal carcere “per motivi lavorativi”. Lo scrive il pubblico ministero Paolo Storari che ha chiesto e ottenuto dalla gip Sara Cipolla la custodia cautelare in carcere per il 32enne, giĆ detenuto a Opera con precedenti per droga, rapina, lesioni, minacce e accusato in questo fascicolo di detenzione abusiva di armi per aver sparato 6 proiettili nel cortile di un condominio di Milano durante una lite scoppiata per motivi legati al traffico di droga.
Secondo la Procura i permessi premio “vengono visti” da Poerio, detto ‘Pinna’, come “strumenti” per “mantenere i contatti con il contesto sociale dal quale dovrebbe, invece, distaccarsi”. Li avrebbe usati per commettere reati come quello di detenzione abusiva di armi da fuoco, per conoscere “soggetti legati alla ‘ndrangheta” come “Bellocco Antonio”, il rampollo dell’omonima cosca ucciso da Beretta il 4 settembre 2024, e per accettare l’incarico di uccidere lo stesso Beretta in cambio di 100mila euro pagati da Bellocco e dall’ex uomo forte della curva interista, Marco Ferdico. Nelle 13 pagine del provvedimento la gip riconosce questo aspetto come una delle esigenze cautelari per procedere al nuovo arresto.
“Come correttamente evidenziato dal pm – si legge – la possibilitĆ di usufruire di permessi per motivi lavorativi rende attuale il pericolo di reiterazione”. Poerio avrebbe utilizzato “gli spazi maggiori di libertĆ ” non per “favorire il suo reinserimento” in societĆ , ma per “mantenere i contatti con il contesto sociale dal quale avrebbe dovuto distaccarsi e per agire illegalmente”. Avrebbe dimostrato cosƬ che “il crimine” rappresenta per lui una “sorta” di “modus vivendi”.

















