A Novara la presentazione del secondo “Rapporto Disuguaglianze”

A cura di Fondazione Cariplo. La presentazione della ricerca a Novara, lunedì 2 marzo alle 11.00 nella Sala delle Vetrate del Castello.

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Viviamo in una società attraversata da profonde disuguaglianze. Condizioni economiche, sociali, culturali e territoriali continuano a influenzare le possibilità di ciascuno, determinando percorsi di vita spesso divergenti.

Tuttavia, il Secondo Rapporto Disuguaglianze di Fondazione Cariplo che sarà presentato al Castello di Novara lunedì 2 marzo 2026 alle 11.00, dimostra che queste disparità, pur restando una ferita aperta, non rappresentano un destino ineluttabile. Quando il sistema (istituzioni, comunità, famiglie e cittadini) riesce a mettere in campo politiche, reti e servizi capaci di sostenere le persone, nascono veri e propri “ecosistemi di opportunità”: contesti in cui anche chi parte da condizioni svantaggiate può fiorire, trasformando le difficoltà in risorse e così contribuire alla crescita collettiva.
In un Paese che invecchia e in cui ogni talento diventa sempre più prezioso, la capacità di far emergere e accompagnare il potenziale umano di ciascuno non è solo una scelta etica, ma una necessità per il futuro comune.

“Dobbiamo domandarci – commenta l’Ing Giovanni Azzone, Presidente Fondazione Cariplo – se di fronte all’aumento delle disuguaglianze vogliamo e possiamo fare qualcosa. Sulla volontà, da parte nostra non ci sono dubbi: gran parte delle attività di Fondazione Cariplo vanno nella direzione del contrasto a questo fenomeno. Non possiamo permettere differenze così ampie tra una parte di popolazione e un’altra. Possiamo fare qualcosa? Certo. Innanzitutto dobbiamo avere una base dati e studi come quelli che emergono dal Rapporto sulle disuguaglianze. Nella prima edizione del rapporto si metteva in evidenza come sia importante intervenire già nei primi anni di vita dei bambini e sulla loro formazione ed educazione; in questa nuova edizione del Rapporto, emerge ben chiaro che occorre una rete e persone che stanno vicino a chi è in difficoltà. Il contrasto alle disuguaglianze crescenti è dunque un processo collettivo. Per questo Fondazione Cariplo si propone sempre di più come una piattaforma di relazioni e servizi. Le risorse economiche sono importantissime, e per questo cerchiamo alleanze, con istituzioni ed aziende per realizzare i nostri obiettivi. Di fronte questi fenomeni così ampi e complessi, dobbiamo lavorare tutti insieme”.

“Il Rapporto di Fondazione Cariplo – aggiunge il Presidente di Fondazione Comunità Novarese, Prof. Davide Maggi – ci invita a guardare alle disuguaglianze non solo come a un fenomeno da misurare, ma come a una responsabilità condivisa. Anche nel nostro territorio vediamo quanto le condizioni di partenza possano incidere sui percorsi di vita; ma vediamo, allo stesso tempo, che quando una comunità si attiva, quando istituzioni, enti del terzo settore, scuole, famiglie e cittadini costruiscono alleanze solide, allora le distanze si riducono e nuove possibilità diventano reali.

È questo il senso più profondo del nostro lavoro quotidiano. I dati mostrano chiaramente che nessuno può farcela da solo: servono reti, relazioni significative, figure capaci di accompagnare e sostenere. È un processo collettivo, che richiede continuità, ascolto e la capacità di mettere in campo risorse non solo economiche, ma soprattutto sociali e relazionali. Come Fondazione Comunità Novarese crediamo che il nostro ruolo sia proprio quello di facilitare queste connessioni, di essere una piattaforma che mette insieme energie diverse per generare impatto”.

Le leve della fioritura: mentor e comunità

Dopo aver indagato nel primo Rapporto il “lato oscuro” delle disuguaglianze, la seconda edizione si concentra sul “lato luminoso”: le condizioni che rendono possibile la fioritura personale e collettiva, anche in situazioni di vulnerabilità.

L’indagine, condotta su un campione di 1.201 giovani tra i 18 e i 45 anni, evidenzia che nel processo di fioritura umana giocano un ruolo decisivo la condizione economica, quella familiare e il contesto territoriale. Ma accanto a questi elementi emergono due leve chiave: il mentor e la comunità.
Il primo rappresenta la scintilla che accende il potenziale individuale; la seconda è l’ossigeno che lo mantiene vivo. Dove esistono reti solide di fiducia e partecipazione, anche le fragilità economiche, educative o familiari possono trasformarsi consentendo la fioritura dei potenziali umani.

I dati: una società diseguale ma ricca di potenziale

I numeri raccontano un Paese attraversato da disparità, ma anche da energie e talenti. Solo il 54% degli intervistati ritiene che la propria condizione economica abbia inciso positivamente sul proprio percorso di fioritura, contro il 63% che indica la famiglia, il 60% la vita sociale e il 65% l’esperienza scolastica. La condizione economica resta la principale barriera (28%), seguita dalle difficoltà relazionali (21%).

Nel complesso, il 77% del campione ha incontrato almeno un ostacolo nel proprio percorso di vita – una quota che sale al 93% tra chi si sente insoddisfatto. Eppure, più di una persona su due (52%) ha migliorato la propria condizione economica rispetto al punto di partenza, percentuale che cresce tra chi vive in contesti socialmente integrati (64%) e cala tra chi è isolato (28%). Anche sul piano educativo, il 62% segnala progressi significativi, che arrivano al 77% tra i più soddisfatti.
Questi dati confermano che la rete di relazioni è una leva decisiva: chi è inserito in contesti di fiducia tende a migliorare in tutte le dimensioni del benessere.
Tra quanti hanno affrontato difficoltà, il 52% dichiara di aver ricevuto aiuto da una o più persone – soprattutto amici (36%) e insegnanti (11%).

Fiorire insieme: una responsabilità condivisa
Il Rapporto mette in luce che la fioritura del potenziale umano è spesso il risultato di un processo collettivo. La relazione con gli altri, la rete, la comunità e la presenza di figure di fiducia hanno un potere generativo: rendono possibile trasformare le fragilità in risorse.
Quando il sistema nel suo complesso – istituzioni, scuola, terzo settore, imprese e cittadini – si assume la responsabilità di creare contesti favorevoli, le disuguaglianze smettono di essere una condanna e diventano terreno di rinascita.

Lunedì 2 marzo 2026 alle 11.00 al Castello di Novara , i risultati della ricerca saranno illustrati da Valentina Amorese (Programme officer Area Ricerca Scientifica, Fondazione Cariplo) e Chiara Ancillotti e Chiara Ferrari (IPSOS Doxa).

A queste si uniranno alcune voci del territorio: Alessandro Canelli (Sindaco di Novara) e, in seguito, intorno a una tavola Davide Maggi (Presidente FCN e membro CdA Fondazione Cariplo), Rossella Grandi (Presidente OrientAmente) e Marco Martinetti (Vicepresidente Vedogiovane). Ad offrire le conclusioni, il Presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone.

Per partecipare è necessario iscriversi (entro giovedì 26 febbraio 2026) al seguente link https://forms.gle/jbEGFwA9a9soPLsn8

Per informazioni chiamare il numero 0321 611781 oppure inviare una mail a [email protected]

■ Prima Pagina

Ultim'ora

Altre Storie

Pubblicità

Ultim'ora nazionali

Altre Storie

Pubblicità

contenuti dei partner