In via Volta, nel pieno centro di Magenta, c’è un’abitudine che si ripete puntuale ogni giorno: il giro del gatto. Che, giornalisticamente, battezziamo come ‘Il Gatto di via Volta’. Un micio ormai noto ai residenti, protagonista di una piccola storia urbana che mescola indipendenza felina, porte chiuse e un’astuzia fuori dal comune. A raccontarla per Ticino Notizie è Lorena Arpesella, che da diversi giorni segue da vicino le sue avventure quotidiane.
Il gatto esce sempre alla stessa ora, con passo tranquillo e sguardo da esploratore esperto. Conosce il quartiere, annusa gli angoli giusti, percorre il suo tragitto senza fretta. Il problema, però, arriva al ritorno. Quando decide che è ora di rientrare, il portone di casa è spesso chiuso. E nessuno, apparentemente, sembra accorgersi di lui. È quello che succede anche oggi, nel suo classico giro. Il micio torna verso il cortile, si ferma, guarda, aspetta. Sperava di trovare qualcuno prima del rientro, magari un volto amico, una porta già socchiusa. Ma il cortile è vuoto. Nessun passo, nessuna voce. Solo silenzio.
Ed è qui che entra in gioco la sua intelligenza. Non esiste la parola ‘arrendersi’ nel vocabolario di un gatto. Semplicemente il felino cambia rotta e passa al piano B. Prosegue deciso verso l’agenzia di viaggi poco distante, un luogo che evidentemente conosce bene. Non è la prima volta. Davanti all’ingresso si fa notare, si ferma, osserva. E funziona.
Un’impiegata lo vede, capisce subito la situazione e gli apre la porta. Lui entra con naturalezza, come se fosse la cosa più normale del mondo. Missione compiuta. Il lieto fine è garantito, ancora una volta. Il gatto di via Volta dimostra che, anche quando le porte sono chiuse, una soluzione si trova sempre. Basta saper chiedere aiuto nel modo giusto e alle persone giuste. Forse la morale è proprio questa. Grazie al gatto di via Volta per avercela comunicata e grazie a Lori per averci fatto il reportage di questa bellissima storia.
















