HomeCronacaI "cattivi maestri" della Sinistra e la deriva della coerenza politica

I “cattivi maestri” della Sinistra e la deriva della coerenza politica

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, mi è capitato di recente di confrontarmi con un sedicente “esperto di comunicazione”: un uomo che, dall’alto di una presunta superiorità, si è permesso di dirmi che non ero credibile, aggiungendo persino giudizi gratuiti sul mio aspetto fisico. Le critiche sono sempre benaccette, ma quando arrivano da chi non ha combinato nulla nella propria vita, assumono il sapore amaro dell’ipocrisia.

Esiste oggi una categoria diffusa di “cattivi maestri” — presenti in ogni schieramento, ma particolarmente rumorosi in certi ambiti di sinistra — che si sentono perfetti pur non avendo nulla di edificante da offrire. Questi individui dispensano “voti di vita” a caso, o peggio, per favoritismo ideologico, restando sempre al sicuro dietro uno schermo o in salotti protetti.

Il danno che questi soggetti arrecano al Paese è profondo e si articola in tre punti critici:

Risentimento sociale: si crea una frattura tra chi rispetta le regole e chi viene giustificato in nome di un’ideologia.

Perdita di credibilità nelle istituzioni: il cittadino onesto smette di credere nello Stato, alimentando quell’astensionismo che ormai coinvolge metà del Paese.

L’emarginazione del merito: i migliori vengono messi all’angolo perché non si piegano a narrazioni di comodo.

I fatti di Torino sono l’ennesimo esempio di questa deriva. Vediamo manifestanti che occupano immobili abusivi senza curarsi delle norme o dei costi che i comuni cittadini sostengono per aprire un’attività legale. Eppure, la narrazione post-social tende spesso a vittimizzare chi usa la violenza e a colpevolizzare le forze dell’ordine. Mi chiedo: se un manifestante dichiara di aver subito soprusi, perché non lo fa con un video mettendoci la faccia, invece di affidarsi a foto ambigue?

La situazione è grave perché manca la volontà di “tenersi per mano” come nazione. Il sistema maggioritario ha accentuato le divisioni, ma è la mancanza di modelli seri a fare il danno maggiore.

Spero che la sinistra, se vuole tornare a essere credibile, abbia il coraggio di staccarsi dai cattivi maestri, dai compagni violenti e dagli invasati. È tempo che le idee vere e gli “uomini buoni” tornino a prevalere sul livore e sull’arroganza di chi sa solo giudicare senza costruire”.

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