HomeAmbienteIn Italia richiesti 69 GW nuovi data center, il doppio del 2024

In Italia richiesti 69 GW nuovi data center, il doppio del 2024

In Italia, le richieste di connessione in alta tensione per nuovi data center (non tutte destinate ad
andare a buon fine) hanno raggiunto a dicembre 2025 i 69 GW, oltre il doppio rispetto al 2024 e quasi 13 volte il livello registrato nel 2023: un dato che crescera’ in maniera esponenziale, poiche’ si prevede che al 2035 la capacita’ installata dei data center passera’ dai 609 MW stimati per il
2025 a un intervallo compreso tra 2,3 GW (scenario tendenziale) e 4,6 GW (scenario estremo).

Questi valori riflettono l’espansione della digitalizzazione e della necessita’ di potenza per supportare applicazioni avanzate come l’intelligenza artificiale. Da molti punti di vista, infatti, l’AI rappresenta sia il problema che la soluzione: da un lato, permette di migliorare efficienza, competitivita’ e sostenibilita’; dall’altro, richiede che venga gestito l’impatto energetico crescente delle infrastrutture digitali connesse, con serie implicazioni per le reti, il mix di generazione e le emissioni di CO2.

Sono alcuni dei dati contenuti nel Digitalization and Decarbonization Report 2025, redatto dall’Energy & Strategy della School of Management del Politecnico di Milano e presentato mercoledì, il quale offre una lettura integrata delle dinamiche normative, tecnologiche ed energetiche che stanno plasmando il futuro del sistema produttivo.

Le richieste di connessione vengono soprattutto dalla Lombardia (34,9 GW, per lo piu’ attorno a
Milano) e dal Piemonte (11,7 GW), una concentrazione che mette in difficolta’ le infrastrutture. Seguono Lazio (7,1 GW), Puglia (3,9 GW), Veneto (2,9 GW) ed Emilia-Romagna (2,7 GW). Richieste di connessione in alta tensione per la costruzione di data center e rispettiva distribuzione geografica (Terna). Per
diminuire l’impatto occorrerebbe incentivare i data center che integrano soluzioni di autoproduzione attraverso impianti rinnovabili, con o senza sistemi di accumulo, in modo da ridurre
il prelievo dalla rete.

“Solo un forte impegno sulla sostenibilita’ energetica e sull’adozione di tecnologie green potra’ evitare che il settore dei data center diventi una fonte rilevante di emissioni di carbonio – spiega Federico Frattini, vicedirettore di Energy & Strategy e responsabile dello studio -. Anche negli scenari piu’ ottimistici al 2035, infatti, un consumo elettrico elevato da parte dei data center comporterebbe
un impatto ambientale significativo se non accompagnato da politiche di decarbonizzazione efficaci. Il Testo Unificato per i Data Center rappresenta proprio un primo tentativo di governare lo sviluppo del settore, coniugando semplificazione autorizzativa e requisiti di sostenibilita’”.

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