Legali Poggi, ‘Chiara vide anteprima delle immagini, ora c’è certezza’

Parla l'avvocato Tizzoni

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Nel nuovo “approfondimento informatico”, effettuato dai consulenti della famiglia Poggi, tra cui Paolo Reale, sono stati usati “dei programmi nuovi, dei
nuovi software, che hanno consentito, attraverso le analisi
sulla copia forense” del pc di Alberto Stasi, “di acquisire un
dato di assoluta certezza”, ossia che, quando lui si allontanò
“quella sera” del 12 agosto 2007 “per 10 minuti”, Chiara “aprì
quella cartella chiamata ‘militare’ coi file pornografici
catalogati” dall’ex bocconiano.

Lo spiega l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, uno dei legali della
famiglia della 26enne uccisa a Garlasco. Come riferito, è sempre
“rimasto un dubbio” sul fatto che la studentessa avesse aperto
quella cartella, con “7mila foto catalogate per generi e anche
immagini amatoriali realizzate da Stasi”.

Ora con le nuove analisi informatiche dei consulenti Reale,
Nanni Bassetti e Fabio Falleti, si è acquisita “la certezza” che
Chiara abbia potuto vedere quella sera, prima di essere uccisa,
“l’anteprima” di quelle immagini, mentre nel corso dei processi
a carico di Stasi era sempre stato “un tema controverso”.

Questa nuova consulenza sarà depositata ai pm di Pavia, che
hanno riaperto le indagini su Andrea Sempio, e i legali dei
Poggi, poi, chiederanno alla Procura che proponga istanza al gip
di incidente probatorio per effettuare, con un perito terzo,
quelle stesse analisi sul materiale informatico e
‘cristallizzarle’ come prova.

Stando al lavoro dei consulenti informatici dei Poggi, risulta che Chiara cliccò sulla cartella “militare” e che poi si aprì un’altra cartella chiamata “nuova
cartella” e poi un file di “anteprima” delle immagini.

Quella sera del 12 agosto, come era emerso dai processi,
Alberto Stasi si era allontanato per dieci minuti da casa di
Chiara, verso le 22, per andare a casa sua a controllare che il
cane stesse bene e non fosse spaventato dai tuoni. In quei
minuti Chiara avrebbe visto l’anteprima di quelle immagini nel
pc di Alberto.

“Depositeremo questa consulenza – ha chiarito Tizzoni – alla
Procura di Pavia e chiederemo che avanzi un’istanza di incidente
probatorio. Incidente probatorio che si può chiedere anche se
l’accertamento è ripetibile, quando comporta una dilazione dei
tempi nell’eventuale processo di oltre 60 giorni”.

Dalle nuove analisi, come ha chiarito Tizzoni, viene
“smentita” anche l’ipotesi ventilata di cancellazioni di alcuni
dati dal telefono dei Poggi e poi che la cartella di un video di
Chiara e Alberto sarebbe stata aperta “dopo una determinata
data”. Smentita, dunque, secondo il legale, pure “la teoria” che
qualcuno potesse aver visto quel video intimo dei due giovani.

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