Il giudice di Milano Emanuele Mancini che ieri sera, martedì 12 gennaio, ha emesso un provvedimento per gli imputati del processo HYDRA, “ha ritenuto che si è in presenza
dell’operatività sul territorio lombardo di un’associazione costituita
da singoli soggetti – alcuni dei quali già in passato ricondotti
giudiziariamente alle mafie storiche (Cosa nostra, camorra,
‘ndrangheta) e altri comunque collegati a tali soggetti – che ha
esercitato la propria capacità intimidatoria determinando condizioni
di assoggettamento e di omertà sulla collettività mediante il ricorso
alla violenza e alla minaccia, gestendo l’attività di cessione delle
sostanze stupefacenti ed inserendosi nella realtà economica locale con
proprie società le cui attività erano finalizzate principalmente
all’attività di riciclaggio di denaro proveniente da precedenti
illeciti”.
E’ uno dei passaggi riportato in un comunicato firmato
dalla presidente della sezione Gip-Gup Ezia Maccora e dal presidente
del Tribunale Fabio Roia.
Il processo, che ha richiesto circa 40 udienze, ha visto scelte
diverse per i 146 imputati: tra le 56 posizioni trattate in udienza
preliminare è stata emessa sentenza di proscioglimento nei confronti
di 11 imputati, gli altri 45 sono stati rinviati a giudizio e il
processo proseguirà davanti ai giudici dell’ottava sezione del
Tribunale di Milano. Per le 80 posizioni definite dopo la richiesta di
giudizio abbreviato è stata pronuncia di condanna nei confronti di 62
imputati con condanne fino a 16 anni, 18 le assoluzioni piene e 9 i
patteggiamenti. Irreperibile un imputato e per un altro detenuto in
Colombia non si è ancora potuto celebrare il processo in attesa della
sua estradizione. La motivazione della sentenza sarà depositata tra 90
giorni, “stante la complessità del procedimento”.
Nell’ottobre 2023 il gip Tommaso Perna aveva respinto 140 richieste di
arresti per i 153 indagati e aveva disposto il carcere solo per 11
persone accusate di diversi reati eliminando l’accusa di associazione
mafiosa. Un anno dopo il Riesame aveva dato invece ragione alla
Procura e riconosciuto per alcuni l’associazione mafiosa. La conferma
della Cassazione sulle misure cautelari aveva quindi portato nei mesi
successivi a diversi arresti.
La sentenza di ieri, emessa all’esito
del giudizio abbreviato, “ha riconosciuto, nel contraddittorio delle
parti, sulla base dell’imponente materiale probatorio acquisito anche
dopo il formarsi del giudicato cautelare, ad esempio con le
dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, la sussistenza
dell’associazione criminale di tipo mafioso contestata al capo 1 delle
imputazioni, oltre agli ulteriori reati-fine, tra cui delitti di
associazioni per il traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e
porto di armi, estorsioni e rapine nonché plurimi reati economici,
tutti commessi sul territorio lombardo e, in particolare, delle
Province di Milano e Varese” si legge nella nota dei vertici del
Tribunale.
MARTEDÌ 13 GENNAIO 2026 10.26.26
Tribunale Milano, ‘affiliati delle 3 mafie hanno creato un clima di omertà’
Tribunale Milano, ‘affiliati delle 3 mafie hanno creato un clima di omertà’
Vertici giudiziari spiegano la sentenza Hydra, ‘unione per fare business’
(ANSA) – MILANO, 13 GEN – Il gup ha riconosciuto
“l’operatività sul territorio lombardo di un’associazione
costituita da singoli soggetti, alcuni dei quali già in passato
ricondotti giudiziariamente alle cosiddetta mafie storiche (cosa
nostra, camorra, ‘ndrangheta) e altri comunque collegati a tali
soggetti, che ha esercitato la propria capacità intimidatoria
determinando condizioni di assoggettamento e di omertà sulla
collettività mediante il ricorso alla violenza e alla minaccia”.
E gestendo “l’attività di cessione delle sostanze stupefacenti
(cocaina, hashish, marijuana) ed inserendosi nella realtà
economica locale con proprie società le cui attività erano
finalizzate principalmente all’attività di riciclaggio di denaro
proveniente da precedenti illeciti”.
Lo scrivono il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia
e la presidente della sezione Gip-Gup Ezia Maccora in una
“informazione provvisoria” esplicativa della sentenza di ieri
sera del giudice Emanuele Mancini che ha condannato con rito
abbreviato 62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e ha
mandato a processo 45 persone nel maxi procedimento, a carico di
oltre 140, con al centro l’ipotesi, confermata dal verdetto,
della Procura diretta da Marcello Viola, coi pm della Dda
Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, di un’alleanza tra
esponenti delle tre mafie in Lombardia, il cosiddetto “sistema
mafioso lombardo”.
La motivazione della sentenza, arrivata a seguito
dell’inchiesta “Hydra” dei carabinieri del Nucleo investigativo,
si legge nella nota, “sarà depositata tra 90 giorni, stante la
complessità del procedimento”.

















