Che il problema dei botti non riguardi solo Magenta è cosa nota. Succede un po’ ovunque, soprattutto nei periodi festivi. Questo, però, non può e non deve diventare una giustificazione per rinunciare a un minimo di senso civico e di rispetto reciproco. Come abbiamo detto durante l’ultima Epifania la situazione si è ripetuta secondo un copione ormai tristemente conosciuto. Nel pomeriggio, verso le 17, in piazza Liberazione si è udito un forte scoppio.
Un episodio isolato, tutto sommato collocato in un orario ancora accettabile, che può rientrare nel clima di festa, seppur con qualche riserva. Abituati come siamo a giustificare sempre tutto, anche questa la facciamo passare.
Ma il problema si è ripetuto a distanza di poche ore. Poco dopo le 23, quando la città si avviava verso il silenzio notturno, qualcuno ha deciso di lasciarsi andare a una lunga e rumorosa sequenza di botti, un susseguirsi di scoppi che sembrava non avere fine.
Forse avanzati dai festeggiamenti del 31 dicembre. Un entusiasmo decisamente fuori luogo, che ha disturbato la quiete pubblica e il riposo di molti cittadini. A farne le spese, come sempre, sono soprattutto i proprietari di animali domestici. Cani e gatti terrorizzati, in preda all’agitazione, con padroni costretti a rassicurarli e a gestire situazioni di forte stress. Una scena che ormai si ripete regolarmente e che suscita crescente insofferenza.
Il punto non è demonizzare la festa o il desiderio di celebrare, ma ricordare che vivere in una comunità significa anche porsi dei limiti. Il rispetto degli orari, delle persone e degli animali è un segno di civiltà che non dovrebbe mai venire meno. Perché la libertà di divertirsi finisce dove inizia il diritto degli altri alla tranquillità.

















