La tragedia di Crans Montana “è una situazione che ha toccato tutti noi. Io sono una mamma, quindi mi ha toccato sicuramente. Però la nostra capacità è proprio nel rimanere professionali, per aiutare al meglio questi ragazzi e le famiglie. È
chiaro che un papà e una mamma non oso neanche immaginare quello che
possano provare” in una situazione simile.
“Il problema è che i pazienti vanno valutati giorno per giorno, non si possono fare
previsioni. E’ sicuramente un momento per loro molto difficile. Noi
siamo qui per supportarli”. Fernanda Settembrini, chirurgo plastico in
forze nell’Uo di Chirurgia plastica e Centro ustioni dell’ospedale
Niguarda di Milano, in passato nel corso della sua attività ha “avuto
diversi carichi di più pazienti in contemporanea. Siamo un centro di
riferimento”, racconta. Ma “questa per me è una delle situazioni più
impegnative. Nella mia esperienza personale professionale qui a
Niguarda è forse la situazione più impegnativa”.
“Si gestisce al meglio, come nelle nostre possibilità – assicura oggi
in occasione del punto stampa che si è tenuto al Niguarda – Abbiamo la
massima collaborazione di tutti i colleghi. Abbiamo la disponibilità
di sale operatorie tutto il giorno e stiamo facendo del nostro meglio.
Molti colleghi sono rientrati dalle vacanze senza che nessuno dovesse
chiedere nulla. Siamo a completa disposizione, ci stiamo confrontando
fra di noi, con i colleghi della terapia intensiva, ogni giorno. Il
nostro primario, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, è in primis in sala
operatoria ogni giorno, siamo ben organizzati.
Le difficoltà, ma non le chiamerei così, sono le cure terapeutiche, gli interventi
chirurgici che dobbiamo eseguire ogni giorno, ma grosse difficoltà a
livello generale non ne abbiamo”. Per i pazienti “il decorso è
lunghissimo, ma non si possono fare previsioni, anche per” chi
presenta ustioni di “estensione più ridotta rispetto ad altri. Le
previsioni si potranno fare più in là, ma adesso per settimane non è
possibile fare previsioni”.

















