La democrazia italiana sarà in pericolo se Repubblica e La Stampa, oltre ai vari altri asset editoriali del gruppo Gedi (anche Radio Deejay, per dire) saranno venduti all’armatore greco Theodore Kyriakou? La risposta è ovviamente no, nel 2025. I due quotidiani sono negli ultimi anni serviti agli Elkann-Agnelli come strumento di pressione per giustificare e coprire la loro fuga industriale dall’Italia, e adesso che la fuga è la quasi completata non c’è ragione per mantenere, in perdita, centinaia di giornalisti (178 solo alla Stampa) e poligrafici.
La domanda però ne fa nascere tante altre, alcune di puro cazzeggio (Tutti i greci ricchi sono armatori? Quale sarà il futuro di Linus e Albertino?) e altre più pesanti, da porre ai Giannini della situazione, ossessionati da Trump e dalle ‘destre’ di cui fa parte Kyriakou, su tutte questa: cosa scrivevate quando a essere in pericolo era il lavoro degli operai della fu FIAT? Non ci piace risalire alla preistoria, diciamo soltanto che nel 2019, quando Exor prese Gedi, la allora FCA aveva circa 66.000 dipendenti in Italia, specificamente nella divisione automotive, escludendo le attività di CNH Industrial (agricoltura e veicoli pesanti).
Nel 2025, dati di settembre, il Gruppo Stellantis ha in Italia 32.803 dipendenti e di questi oltre il 61% (20.233) è interessato da ammortizzatori sociali come cassa integrazione o contratti di solidarietà, senza contare ulteriori 2.352 esuberi annunciati. Insomma, in quale modo Repubblica e La Stampa, in teoria di sinistra, hanno raccontato la scomparsa di decine di migliaia di lavoratori? Domanda retorica e anche demagogica (nello stesso periodo i marchi francesi di Stellantis hanno perso 50.000 dipendenti), ma utile a capire perché la gente reale non sia troppo sensibile al dramma dei giornalisti.
Che vada o a buon fine la trattativa con il greco ammiratore di Trump (orrore! Allarme democratico) e socio di Bin Salman (nessuno però scenderà in piazza contro di lui) in alcuni affari editoriali, è la fine di una storia che non si può banalizzare, un meraviglioso caso di successo di un direttore-editore come Scalfari, arrivato con Ezio Mauro quasi fino ai giorni nostri grazie ai tanti nemici contro cui aizzare la borghesia di sinistra, non solo Berlusconi, oggi peraltro padre della Patria, quella che ha apprezzato l’articolo di Elkann padre contro i ‘lanzichenecchi’ (in realtà è piaciuto anche a noi), e all’età avanzata di molti lettori.
Stefano Olivari, www.indiscreto.info



















