HomeCronacaFaccia da Smartphone...dipendenza

Faccia da Smartphone…dipendenza

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Egregio Direttore, Possiamo davvero vivere senza smartphone? Riusciamo a stare cinque minuti senza connessione? È curioso: l’assenza del segnale provoca agitazione, ma anche un certo brivido di eccitazione.

Oggi sono uscito per comprare del prosciutto, ma ho dimenticato a casa il mio smartphone — il prolungamento del mio corpo. Mi sono sentito nudo, come un poliziotto senza pistola o un giornalista senza microfono.

In quell’aggeggio di sei pollici c’è tutto: non è più un semplice telefono con rubrica, ma un contenitore della nostra vita intera. Ci sono codici, banche, documenti, ricordi e soprattutto foto… anche quelle più intime.

Tornando a casa, ho sentito un uomo imprecare ad alta voce. La mia prima reazione? Non chiedermi perché fosse arrabbiato o sofferente, ma prendere il telefono per filmare la scena e condividerla sui social.
È come se il nostro primo impulso non fosse più capire, ma riprendere.

Ormai possedere uno smartphone è quasi un lavoro. Molti ci lavorano davvero! Eppure, mi chiedo se non siamo diventati anche un po’ schiavi: schiavi dell’immagine, della condivisione, del bisogno di esserci.
La paura più grande non è più perdere il portafoglio, ma lo smartphone. Restare “fuori rete” ci terrorizza.

Non facciamo più in tempo a parlare di qualcosa, che subito cerchiamo su internet per “verificare”. Ma è davvero lì, sul web, la verità? Non sbaglia mai la rete?

Le dipendenze sono pericolose. Forse, ogni tanto, dovremmo provare a lasciare a casa la nostra condanna digitale. La televisione è stata definita “cattiva maestra”, ma oggi il vero potere è altrove: nei consigli di amministrazione dei giganti del web.

Sarà questa la nuova schiavitù — quella che ci priva dell’empatia, e che trasforma l’oltraggio in spettacolo, la sofferenza in contenuto?
Viviamo osservati e osservatori, in una persecuzione silenziosa che ormai entra anche nelle nostre case”.

A cura di Massimo Moletti

Altri articoli della sezione

Pizzaiolo a “Che tempo che fa”, una serata speciale per il nostro Duca di Saronno

Cari ragazzi, cari giovani, ieri ho vissuto un sogno. Sono stato attore a Che Tempo Che Fa - Il Tavolo, nella puntata di martedì...

Ciao Wilma, l’ultima zia d’Italia se n’è andata a cucinare in cielo

Se ne è andata l'11 ottobre 2026, a Milano, nella sua casa di sempre. Aveva 96 anni, Wilma De Angelis. Ne aveva fatti il...

I magnifici quattro e la TV che ci ha insegnato l’italiano

Noi del '75 sappiamo chi sono. Erano gli anni in cui in TV ci andavi solo se sapevi davvero qualcosa, se sapevi fare qualcosa...

Strade troppo strette ….e senza luce: un incubo per ciclisti e automobilisti

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - "Premessa doverosa, così nessuno si offende prima del caffè: nulla contro i ciclisti. Davvero. Ottimo sport, ottima abitudine, polmoni felici....

Articoli Correlati

#NODATACENTER: mercoledì 21 la consegna delle firme al Sindaco Del Gobbo

La mobilitazione cittadina sul progetto del “MXP MAGENTA Campus Data Center” (promosso da Namira SGR) nell'area dell'ex Novaceta segna un nuovo, fondamentale passaggio. Il...

Magenta, l’Europa entra in classe all’Istituto Carlo Fontana

L’IC “Carlo Fontana” di Magenta ha ottenuto un finanziamento Erasmus+ per il progetto «Feel good, learn better: benessere ed inclusione come chiave dell’apprendimento efficace»....

Abbiategrasso, tenta il furto al supermercato MD: addetto alla vigilanza la blocca

Pomeriggio movimentato quello di oggi, venerdì, all'interno del supermercato MD di Largo Donatiello ad Abbiategrasso. Intorno alle 13.30, un ennesimo tentativo di furto è...

La raccolta fondi per finanziare l’arte dei ragazzi con disabilità, che ha conquistato il Quirinale e il Vaticano dalla Tela di Rescaldina

Da Rescaldina è partita nel 2024 una straordinaria esperienza di inclusione attraverso la pittura. Un grande progetto artistico collettivo, La stanza del Che Bello,...
spot_img