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Faccia da vacanze di Natale. Quarant’anni fa il film che ha segnato un’epoca

“Il film che ha aperto un filone di risate e commenti compie 40 anni. I miei primi !!! E visto come gira oggi dopo 4 decenni si è ancora ragazzini.

Le mie coetanee mettono ancora la minigonna e hanno ancora il loro perché. Quindi, l’ambiente di quel film allegro e spensierato riporta a noi bellissimi momenti.
Si, erano gli anni ’80: anni colorati di abbronzatura e di giubbotti da milioni.
Il film segna la fine di un periodo grigio e cupo e l’iniziare di un quasi decennio di benessere e buon umore …

Le vacanze erano per tutti ma al mare ed estive. Le ferie in montagna erano solo per pochi privilegiati…il decennio migliore d’Italia porta il soldo quasi a tutti e la possibilità di mettere a frutto la tintarella dei monti.

L’incontro tra nuovi e vecchi ricchi più arricchiti o vivere sopra le proprie possibilità? È il tema del film tra battute memorabili e straripetute dalla gente e bellissime donne.

La critica; troppa felicità ed incoscienza nel livore della punta di quello che fu un Paese quasi in guerra …Bisogna essere gelosi sani per emulare e arrivare ad andare a Cortina… Non sperare che vadano in cantina.

Erano i nostri anni fatti di speranze e ascensori sociali funzionanti e scale.
Non il pattume e mediocrità di oggi. Il prosciutto da 2.500 lire era una vittoria prender quello da 3.500 lire un passaggio sociale…

Avere tre paia di scarpe e non due segnava il tuo benessere e la voglia delle persone era il vivere appieno magari con cose semplici da commercio.
Le musiche che cantavi e sentivi a ripetizione nelle nuove e più comode musicassette magari in auto baciando la ragazza del tuo cuore. Gli anni che rubavi i fiori non altro per avere l’amore.

Gli anni dove i film erano per divertirsi non per forza polpettone impegnato e indigesto.
Gli anni delle grandi compagnie e centri di aggregazione immensi e messe per fare vedere il vestito nuovo e tintarella di montagna.

Il film vacanze di Natale ha 40 anni e viene ricordato come nei nostri cuori come una gita scolastica o gli anni dell’università o la festa di compleanno o l’improvvisata allegra e irripetibile.

Non bisogna vergognarsi di essere felici di poco non bisogna avere molto per essere felici.
La motivazione della voglia di un ricordo positivo e la vittoria dell’allegria spontanea è che alla triste realtà preferiamo sempre il sogno…

La speranza di un futuro migliore e sereno e pure allegro che oggi non esiste più.
Ci hanno fatto sostituire la distanza della speranza della felicità con la rassegnazione della tristezza.

I critici e le Cassandre hanno avuto ragione e forse pure troppa opinione e spazio portando alla depressione per avere speranza di appalto di cure…
Negli anni ’80 metà delle persone erano felici e l’altra metà voleva essere felice.
Oggi metà fanno finta di essere felici e gli altri invidiano e odiano.
Fortunatamente, non c’erano i social altrimenti vedi che commenti…
La cosa più bella di quel film oltre alla speranza e comicità; tutti possono avere il proprio angolo di sole…
Certo, a vedere le differenze di oggi mi fa tornare voglia di fare il pugile con chi ancora critica quel decennio. La morale dopo 40 anni.

Non ascoltare mai chi ti dice di non essere felice, non fidarti mai di chi ti dice di pensare a cose serie. Del domani non vi è certezza ma solo un dolce ricordo: anche dopo 40 anni”.

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