HomeCronacaIn omaggio a Georges Simenon, magistrale narratore del Novecento

In omaggio a Georges Simenon, magistrale narratore del Novecento

In quell’oggi di trentaquattro anni fa, 4 settembre del 1989, muore a Losanna Georges Simenon. Trascrivo dal sito a lui intitolato alcune cifre. Tradotto in 58 lingue, oltre 700 milioni di libri venduti, 200 film e telefilm ridotti dai suoi scritti che ammontano a 450, cui si aggiungano 3000 reportage giornalistici e un fondo non ancora quantificato di migliaia di fotografie. Ne ho una, a schermo del mio portatile, terribile e bellissima. Prussia orientale, crinale del ’30. In quel bianco e nero che ovunque ci circonda, la nostra ombra quotidiana, quattro case di legno di cui si contano le assi, i tetti impagliati, le piccole finestre dai vetri ondulati, e, in attesa sullo sterrato polveroso, davanti ad una baracca con la scritta Volkskuche, un nugolo di uomini donne bimbi. Tantissimi bimbi scalzi. La scritta è in tedesco ed in yddisch, la lingua degli ebrei orientali, in quell’oriente che è nostro occidente. Uno shtetl, così si chiamava il villaggio ebraico. Non so dove si trovi esattamente, non si saprà mai, la foto non dà indicazioni precise. Si vedono tutti nei caffettani, le tracolla di vecchia pelle raggrinzita, le scarpe scalcagnate, le madri infagottate in grembiuli e scialli, s’intuiscono i rammendi, le rappezzature, i bimbi infagottati in abiti da riporto. Tutti in attesa che apra la mensa popolare. Se si leggesse Joseph Roth, i fratelli Singer, Isaac e Joshua, di equivalente bravura, se ne assorberebbe anche l’odore di abissale povertà. Ed ogni povertà è diversa dall’altra, la lezione che arriva dal conte Tolstoj, Anna Karenina, è ben viva pur così, drammaticamente difficile, difficilissima da narrare. Occhio aperto, polso fermo nella lingua pulita e allora… allora si coglie l’uomo nudo. Nudo. Semplicemente svestito da ogni pudore, vergogna, finzione. Carne viva. Due bambine fissano l’obbiettivo. Tra gli otto ed i quattro anni. La grandicella col suo braccio tiene la sorellina per una spalla. Una protezione esigua che non basterà quando, di lì a pochi inverni, arriveranno i soldati del Reich e li condurranno tutti al forno. Di quei villaggi neppure la polvere rimane. Solo nei libri si legge che furono. Solo nei libri. I libri, oggi così dileggiati. Ridotti ad inutile… Ma sia. Quante notti ho passato guardando questa foto. A volte mi coglieva la certezza di aggirarmi dentro la foto. Vedevo nitidamente le barbe degli uomini filigranate di bianco, le donne dai seni pesanti e le bocche sdentate che coprivano con la mano parlando, nel fondo dei loro occhi il terrore dei pogrom, che con cadenza secolare accompagnava le loro misere vite. Spesso mia moglie Giovanna mi teneva compagnia, mi accendeva una sigaretta ed io le dicevo quello che vedevo, mia moglie che compirebbe posdomani cinquantatre anni e solo Dio sa dove sia, solo Dio sa parlare della morte, e ne parla in silenzio. O, perlomeno, così è per me. Nessun scrittore ci dice cos’è la morte. Ci dice com’è. Ed ogni morte è individuale, pur essendo così comune. Il fatto più comune della storia. A volte copriva lo schermo con la mano chiedendomi se fossi sicuro che anche quelle due bimbe sarebbero passate per il camino. Certo. L’uomo è anche questo qui. Un uomo della mia età, di allora, quarantenne, laureato in filosofia, filologia, medicina, ingegneria, che nella sua impeccabile divisa di ufficiale nazista, fumando una sigaretta di tabacco egiziano, li osserva sfilare sui carri e non vede uomini ma insetti. Zek. I bambini che urlano vengono abbattuti sul posto. Si strascica il passo sulla polvere, sulla neve intrisa di sangue. Non lo so. Non so rispondere. Credo che con sincerità nessuno lo sappia. Viene meno quello che Don Luigi Giussani, a lezione, sgolandosi con quella sua voce arrotata dal toscano, definiva “la metafisica dell’esperienza”. E così andavano stramazzando le ideologie, i tentativi di costruire “l’uomo nuovo”, di cui il Novecento, aveva portato a compimento. Ed oggi, a compimento del totalitarismo capitalista, se ne prosegue l’opera trasformando la misetia in spettacolo. E invitava i suoi studenti a leggere romanzi. I romanzi dove c’è l’uomo. Dove si va incontro a quell’uomo lì. E quell’uomo lì, il personaggio ti spiega com’è la sua vita. Non cos’è, ma com’è. E in quel com’è, tu, lettore, vieni investito di quella esperienza. E diventa, così, anche la tua. E spiega anche la tua di vita. Simenon ne ha scritti centinaia, ed in ciascuno si coglie l’uomo nudo. Nella sua bellissima e terribile verità. Io amo Simenon. Spero di vivere quel lungo sufficiente per leggere tutti i suoi libri. E alla fine si potrà dire, ah, era tutto così semplice. E sarà quel dire, appagante. La grande letteratura anticipa ogni morte individuale. Te ne fa cogliere il profondo abissale respiro. George Simenon, 1903 Liegi; 1989 Losanna. Tolle, legi.

Emanuele Torreggiani

Altri articoli della sezione

Quanta indifferenza per la resistenza del popolo ucraino!

Il 23 settembre scorso in un editoriale sul Corriere della Sera, Angelo Panebianco si interrogava perché la maggioranza degli italiani è divisa tra l’indifferenza...

Il trionfale viaggio di Leone XIV esimo in Francia

Cosa rimane del viaggio di Leone XIV in Francia? Innanzitutto, le immagini della grande folla, una marea umana. Quella di sabato ai Champs-Élysées per...

Prima del Fischio d’Inizio: Come Valutare una Scommessa Sportiva

Ogni scommessa nasce da una decisione, ma non tutte le decisioni sono uguali. C'è chi punta su una partita seguendo l'istinto o la simpatia...

Media, ‘Gemini viola tre aziende, è la prima volta per l’Ia di Google’

Il sistema di intelligenza artificiale Gemini di Google ha avuto accesso a Internet e ha violato autonomamente diversi sistemi aziendali durante alcuni test di sicurezza informatica;...

Articoli Correlati

Piemonte. Intelligenza Artificiale & Pubblicazione Amministrazione: presentata Auxil.IA

Si è svolta ieri, giovedì 5 novembre, la presentazione di Auxil.IA, la piattaforma di intelligenza artificiale generativa realizzata dal CSI Piemonte per la Regione...

L’addio a Farioli: il cordoglio di Fontana e del presidente della provincia di Varese

"Oggi perdiamo prima di tutto un amico. Gigi Farioli è stato per oltre quarant'anni un protagonista indimenticabile della politica regionale e bustocca. Un uomo...

Magenta, suolo pubblico a costo zero per i commercianti: Bonfiglio smentisce Di Gregorio: “Sosteniamo chi lavora con i fatti, non con la propaganda”

La riqualificazione di Piazza Liberazione finisce al centro di un duro scontro politico tra l’amministrazione comunale e l’opposizione. A far esplodere la polemica è...

Magenta, lavorano per montare l’antifurto e i ladri ripuliscono l’auto degli attrezzi: colpo da 2500 euro in via Toti

Un tempismo sospetto, un danno economico pesante e una coincidenza che fa inevitabilmente riflettere. È quanto accaduto nei giorni scorsi nel complesso residenziale Aler...
spot_img