ABBIATEGRASSO – Arrivare in anticipo per l’appuntamento vaccinale, ma essere costretti ad aspettare fuori al freddo, perché il personale è in pausa pranzo. Non è piaciuto il trattamento subito giovedì (giornata di nevischio e, meteorologicamente parlando, non certo piacevole) da Gloria Ramponi, una donna di Robecco che si era recata al centro per il vaccino antinfluenzale dell’ospedale Cantù di Abbiategrasso con la figlioletta di 7 anni.
Aveva l’appuntamento per le 13.50, ma è arrivata con una decina di minuti di anticipo. “Leggo l’orario all’ingresso e diceva ‘9.00 – 15’ – racconta – Penso ad un orario continuato che potesse consentire agli utenti, soprattutto a noi che avevamo bambini, di entrare e accomodarci al caldo in attesa del vaccino. Invece la porta era chiusa”. La robecchese bussa alla porta e arriva un’infermiera che risponde dicendo che erano chiusi. Dopo la seconda protesta della donna presentata all’Urp viene fatta accomodare.
“Con una sala a disposizione mi chiedo cosa costasse farci entrare – afferma – Nella sala d’attesa ho trovato personale veramente gentile. Sono quelle piccole cose che fanno la differenza. Basterebbe un po’ di buon senso per far entrare chi sta aspettando, soprattutto se ci sono bambini e il tempo non è clemente come è successo giovedì”.















