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Bonaccini: ‘La vecchia guardia del Pd? Si faccia da parte’

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 “Credo sia normale che dopo tante sconfitte si possa fare un passo di lato, per consentirne uno avanti ad un nuovo gruppo dirigente. Non c’è alcun fatto personale, ma io cambierò la squadra da cima a fondo”.
É quanto ha detto in un’intervista ad ‘Avvenire’ Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna e in corsa per la segreteria del Partito Democratico, facendo riferimento alla vecchia guardia del Pd. Bonaccini ha parlato anche delle elezioni Europee 2024. “Vincere non deve essere il fine – ha detto – ma il mezzo per cambiare la società e renderla più equa, solidale. Noi dobbiamo batterci per ridurre le disuguaglianze e le distanze sociali e territoriali. Questa è la missione della sinistra e il Pd deve tornare ad essere un baluardo del diritto al lavoro buono, di quello alla salute e all’istruzione, della lotta al cambiamento climatico, tenendo insieme lavoro e ambiente. La sfida delle Europee sarà senz’altro decisiva, però, perché ci contrapporremo al sovranismo urlato, ma inconcludente della destra che rischia solo di isolare l’Italia”.

Per Bonaccini, inoltre, “la sinistra non nasce per amministrare l’esistente, ma per costruire una società più giusta e un mondo migliore. E abbiamo un patrimonio di valori dal quale attingere. Faccio alcuni nomi: Berlinguer, Zaccagnini, Iotti, Anselmi. Ma vengo da una terra e da una tradizione di buon governo che mi hanno insegnato che principi e idealità devono tradursi in fatti concreti ogni giorno, altrimenti restano astrazioni. Per questo guardo più a quanto di buono si fa nei territori e sto girando 100 città nel Paese. Io non temo l’estinzione del Pd, ma che possa accadere quello che è avvenuto in altri Paesi europei – precisa – cioè che la sinistra riformista diventi irrilevante e subalterna a movimenti populisti da un lato o moderati dall’altro. Guiderò un Pd da combattimento, ma sempre al servizio del bene comune”.

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