MAGENTA – “Un grande onore averti conosciuto, addio Gianluca. Per sempre nei nostri cuori”.
Poche ma intense parole per ricordare uno dei più grandi bomber della storia calcistica del nostro Paese e non solo. Tra i tanti ricordi che in queste ore stanno apparendo sui social ci piace riprendere quello del ‘nostro’ Fabio Calcaterra, magentino doc, con oltre cento presenze alle spalle nella massima serie. Fabio, stopper arcigno e umile, sempre alla mano (davvero una bella persona), è cresciuto nella ‘sua’ Inter, dove ha militato per due stagioni tra l’86 e l’88, sotto la guida del Trap, ma poi troppa era la voglia di giocare dal primo minuto con continuità e con davanti ‘mostri sacri’ come lo ‘zio’ Bergomi, Riccardo Ferri e Beppe Baresi non era cosa semplice. Così è andato in provincia in quei campi dove l’agonismo è tanta roba. E lì Fabio si è fatto valere eccome.
Un legame fortissimo soprattutto con Cesena proseguito anche dopo la fine della sua carriera sul campo. Con la squadra romagnola ha giocato diversi campionati da titolarissimo e lì si è incrociato con il grande Gianluca Vialli. Duelli duri, ma sempre sportivi. Com’è dev’essere il calcio e, più in generale lo sport. Le foto che ha postato Fabio, raccontano più di ogni altra frase, che cosa fossero quelle sfide e, ancora di più, l’essenza del calcio (almeno quello ‘old style’ che intendiamo noi): in campo si prendono e si danno, ma alla fine si finisce con una stretta di mano e chi esce sconfitto, rende onore al vincitore.
F.V.
