MILANO “Non saro’ candidato alle prossime elezioni del 25 settembre. Una scelta difficile, frutto di lunghe riflessioni, che non vuol dire disimpegno. L’impegno politico non si esprime solo in Parlamento.
Bisognerebbe sempre ricordare che le Camere non sono una vetrina dei partiti: il Parlamento non solo e’ deputato alla rappresentanza politica dei cittadini ma, soprattutto, esercita uno dei poteri fondamentali di una democrazia, quello legislativo. E’ a questo scopo che andrebbe sempre selezionata la classe politica candidata ad entrare nelle Aule parlamentari, sulla base di competenza e qualita’, che non sempre hanno brillato soprattutto nell’ultima legislatura. Ed e’ a queste istituzioni che ho dedicato gli ultimi 28 anni”. Lo dichiara Paolo Romani, senatore della componente Italia al Centro, che spiega: “Questo non significa che la politica sia entrata a far parte della mia vita solo nel 1994: da giovane liberale ho profuso il mio impegno sin da ragazzo e non verra’ meno al termine di questa legislatura. La convinzione che sia necessario un progetto politico, portatore dei valori liberali, laici e riformatori, continuera’ ad essere il principio ispiratore del mio operato. Ne’ mi tirero’ indietro dal dare il mio contributo alle sfide della nuova globalizzazione e della transizione ecologica e digitale nei settori della politica estera, militare, economica ed energetica. A questo mi dedichero’, nelle forme, nelle modalita’ e nei luoghi che riterro’ piu’ opportuni e in cui riterro’ piu’ utile il mio impegno”, conclude.
Paolo Romani aveva cominciato all’alba della Seconda Repubblica venendo eletto nel collegio camerale di Castano Primo, l’allora numero 15, nel 1994 sotto le insegne di Forza Italia. Nel corso della sua carriera è stato coordinatore regionale di FI e Ministro delle Comunicazioni.


