Dalla parte delle donne, proposta di risoluzione su conciliazione famiglia/lavoro
Sette nuovi nati ogni 1.000 abitanti nel 2019 in Italia: 2,5 in meno rispetto alla media europea (dati Eurostat). Non si tratta di una novità: nella classifica europea l’Italia è ultima tra i 28 Paesi dal 2015. “Di fronte a questo scenario sono convinta che sia fondamentale supportare le donne nella loro vita quotidiana sia nell’ambito lavorativo sia in quello famigliare, essendo un diritto quello di aspirare alla crescita professionale ma anche alla maternità, con le istituzioni che hanno il dovere di favorire la conciliazione di tutti gli aspetti: un grande impegno per dare un futuro alla nostra società, tutelare il nostro sistema di welfare, la nostra cultura e le nostre radici”.
Così il Consigliere regionale Silvia Scurati (Lega) spiega il senso della proposta di risoluzione sulle misure di sostegno a favore della conciliazione famiglia/lavoro e tutela della maternità presentata oggi in Commissione Attività Produttive.
“E’ pertanto necessario prevedere e studiare forme di intervento partendo da un forte patto sociale tra istituzioni e aziende. La proposta di risoluzione prevede infatti proposte concrete e specifiche, tra le quali: l’individuazione di azioni, misure e incentivi economici a favore della conciliazione famiglia/lavoro e a tutela della maternità; la promozione di “best practices” presso le aziende; sostegni alle imprese che tutelano e favoriscono la maternità attraverso diversi strumenti (ad esempio asili aziendali, orario flessibile, assegni aziendali); l’istituzione di un Osservatorio contro la discriminazione della maternità che possa verificare il mancato rispetto dei diritti delle lavoratrici in maternità o delle donne che vogliano diventare madri; il rifinanziamento dei progetti di conciliazione famiglia – lavoro già attivi”.
“In Lombardia non siamo all’anno zero, spiega Silvia Scurati. Regione Lombardia ha investito tre milioni di euro nel triennio 2020-2023 per finanziare progetti per favorire la conciliazione vita-lavoro, sostenere il welfare aziendale, creare sistemi di reti territoriali per promuovere l’occupazione femminile. Azioni che trovano applicazione in misure concrete come i ‘Nidi gratis’, la ‘Dote scuola e sport’, il sostegno alle scuole paritarie e i fondi per coniugi separati o divorziati con figli minori o disabili”.
“Infine, la Lombardia è la prima regione italiana ad avere approvato la legge per l’istituzione del ‘Fattore Famiglia’ e la prima ad avere adottato la legge in materia di comunicazione tra genitori separati, che peraltro mi vede come prima firmataria. Ma non basta. La società cambia velocemente e noi dobbiamo dare alle donne e alle famiglie tutti gli strumenti per adeguarsi. Senza dimenticare che siamo di fronte anche a una battaglia culturale: tutelare l’identità della donna messa a rischio da un certo ‘pensiero unico’ che promuove l’eliminazione delle differenze tra i generi significa difendere i reali diritti che le donne hanno conquistato attraverso lotte portate avanti per decenni” conclude Scurati.





