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Magenta, Ballarini-Minardi: coincidentia oppositorum. In Comune… giusto il Quasimodo. Una melange dove converge tutto (e il suo contrario)

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MAGENTA Il cardinale Nicola di Kues (Nicola Cusano), insigne teologo e filosofo del secolo XV, sosteneva il concetto apparentemente contraddittorio e certamente ossimorico della coincidentia oppositorum. La coincidenza degli opposti.
Secoli dopo l’onorevole Fanfani, insigne capo della Democrazia cristiana, avrebbe coniato il noto sintagma politologico di “opposti estremismi”, indicando con l’espressione i comunisti e i fascisti, proprio per nobilitare in assoluto la “centralità” democristiana, quella sì capace di interpretare tutte (o quasi) le istanze della popolazione italiana uscita da una guerra disastrosa e da un regime fallimentare.

Senza scomodare insigni filosofi o massimi sistemi ideali, ma rimanendo sul campo più spicciolo delle elezioni comunali di una città da 24mila abitanti, la santa alleanza tra Marco Ballarini e Silvia Minardi- anticipata dal nostro quotidiano online 5 giorni prima dell’annuncio- è sicuramente il fatto politico dell’ultima settimana.

Che Viviamo Magenta, o meglio il suo dominus  Ballarini, abbia scelto di convergere su Progetto e Next Magenta è certamente una notizia.

Che tuttavia Silvia Minardi, nel comunicato prontamente rilanciato ai giornali dopo l’annuncio di piazza Liberazione, ha reso pubblico con l’excusatio non petita della difformità-differenza caratteriale e di provenienza politica sua e di Marco Ballarini.

Evidente persino a un marziano che sabato fosse passato dalla pubblica piazza.

E a poco vale (tanto più se si pensa che Progetto si avvale della consulenza di un big come Marco Marturano) paragonare la santa alleanza tra diversi di Magenta alle difformità caratteriali dei big della politica nazionale, specie perché si parla spesso di coalizioni che raggruppano partiti dalle tradizioni politiche e culturali comuni (centrodestra o centrosinistra) ben più solide delle convergenze parallele di un ex coordinatore di collegio di Forza Italia e un’esponente di primo piano del centrosinistra magentino.

Fosse solo quello.. L’inedita e trasversale alleanza punta alla convergenza di persone con storie agli antipodi: l’appoggio di Mario De Luca e del Movimento Dignità e Lavoro (De Luca era consigliere della sinistra radicale) e la simpatia dell’ex missino Franco Bertarelli o la presenza del mio amico Lele Cavallotti, consigliere comunale eletto a Robecco in una lista di centrodestra.

E poi i Bosani, Raffaella Mastaglia, la presenza in piazza dell’ex assessore Bellantonio o dell’ex presidente di Asm Elisabetta Lanticina.

Ballarini e la Minardi hanno messo insieme una melange di destra, centro e sinistra senza precedenti. Sono peraltro persone diversissime per estrazione, gusti, stili, modalità di porsi, carattere. Sono certamente due primattori, ben dificili da far convivere nel medesimo reticolo delimitato politicamente o elettoralmente.

In comune, in buona sintesi, Ballarini e Silvia Minardi hanno giusto i trascorsi (o i presenti) al Liceo Quasimodo: il primo da studente, la seconda da docente. 

Basterà? Il sacro giudizio verrà solamente dagli elettori, non certo dal sottoscritto. Ma è impossibile NON rilevare come stonino le condivisioni di spartiti così agli antipodi.

Il rischio è che ne venga fuori una melodia inudibile. Di cui il civismo, per chi viene da anni di militanza politica e partitica, rischia (bis) d’essere una foglia di fico o poco più.

Fabrizio Provera

 

 

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