― pubblicità ―

Dall'archivio:

Magenta: con Fossati, De Bortoli e Mattioli il Centro Kennedy vola alto (e sala piena)

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

 
MAGENTA “Se il convegno “Democrazia rappresentativa, transizione economica e ambientale” voleva essere la prova generale della ripartenza per il Centro studi “Kennedy”, ebbene l’esame è stato superato a pieni voti. Più di 80 persone nella sala consiliare di Magenta, sabato mattina, hanno ascoltato con attenzione gli interventi di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del “Corriere della Sera” e “Il Sole 24 ore”, e Alberto Mattioli, collaboratore di “Avvenire”, introdotti da Alberto Fossati, docente di diritto all’Università Cattolica di Milano”
Ha pienamente ragione il Centro Studi Kennedy del senatore Ambrogio Colombo (di cui parleremo a parte) nel sottolineare il successo dell’incontro di sabato mattina nella sala consiliare.

Alto, a tratti altissimo, il livello degli interventi e della discussione, che ha portato ad avere una sala consiliare quasi del tutto esaurita. Significa, come avviene sempre, che quando i relatori sono di spessore ed il tema di interesse il successo è pressoché sempre assicurato.

Dopo i saluti di Ambrogio Colombo e del sindaco Chiara Calati, il docente universitario  Alberto Fossati ha introdotto la mattinatana parlando del  “rapporto tra autorità e libertà che in queste settimane di guerra in Ucraina, dopo quasi due anni di pandemia, è tornato prepotentemente di attualità. Ma ovviamente non è il solo tema ad interrogare l’Occidente e la contemporaneità. Dobbiamo infatti pensare  alla quarta rivoluzione tecnologica in pieno corso, ai tanti fattori stabilizzanti, alla necessità di  interpretare il confronto tra elementi differenti su cui si gioca non solo la guerra in Ucraina, ma la necessità di far convivere le differenze nel nostro e unico mondo che abbiamo a disposizione, prima di correre il rischio che imploda del tutto. Il tema per esempio è anche quello dei profughi. I profughi ambientali non sono riconosciuti dal diritto internazionale,  e tuttavia Italia ed Occidente avranno a che fare con popolazioni che dovranno affrontare la fame, la pace e la guerra. Tutti temi da governare”, ha concluso Fossati.

A seguire le parole del già direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli.  “La condizione storica di poco tempo fa era del tutto diversa: è stata endemizzata e superata la percezione del Covid. Che ormai riteniamo archiviata… Chiaro che l’emergenza della guerra superi quella climatica, che ovviamente e tuttavia rimane. A noi tocca affrontarle dotandoci di maggiori strumenti. Il tema è anche il rapporto tra Europa, Occidente e autocrazie.

Le democrazie rappresentative che hanno limitato le libertà sono state ostacolate da movimenti di protesta. I paesi autoritari sono parsi, durante la pandemia, paradossalmente  più capaci di affrontare la crisi: basti pensare che nel novero del G20 le autocrazie sono  più delle democrazie. Putin, difatti,  fa una guerra ai valori occidentali. Pensiamo anche a come il patriarca russo alleato a Putin è lo stesso che incontrò papa Francesco a Cuba; credi che  il mondo cattolico dovrebbe pensarci. Le democrazie rappresentative sono fatte di procedure e spesso faticano a rispondere alla globalizzazione. Alla fine dell’Urss, quindi più di 30 anni fa,  l’Ucraina aveva lo stesso reddito pro capite della Polonia, mentre oggi Polonia ha dieci volte il reddito del 1990 e l’Ucraina sostanzialmente lo stesso,. La guerra poi pone tutta una serie di domande. Quanto siamo disposti a fare contro Putin e la Russia? Se non si aiutano gli Ucraini con le armi, come si fa? Allora i nostri costumi occidentali, come dice Putin, sono davvero corrotti e decadenti se non riusciamo a tradurre concretamente delle vaghe parole di aiuto e soccorso”. 

 

A coronamento della mattina di riflessione, il Centro Kennedy ha rilevato che “il tema della guerra si è inserito in quella che doveva essere una trattazione e discussione sui rapporti tra Stato, mercato e comunità locali; le analisi proposte hanno confermato il dualismo stridente tra la nostra idea di democrazia occidentale  basata sul consenso e le decisioni degli autocrati. Il “primato” del sistema democratico non è in discussione per quanto concerne l’efficacia delle risposte ai problemi; semmai il conflitto ha dimostrato che certezze date per scontate, almeno nel mondo occidentale (ad esempio, la sovranità degli Stati), in realtà sono tutt’altro che “certe” nel resto del mondo. Attenzione, quindi, a non abbassare la guardia e a cogliere occasioni come quella organizzata dal “Kennedy” per informarsi e formarsi adeguatamente”

IL VIDEO INTEGRALE DEL CONVEGNO AL SEGUENTE LINK SU YOU TUBE
https://www.youtube.com/watch?v=hbtr59Gtwbg

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

■ Prima Pagina di Oggi