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Magenta: la cooperativa Il Fiore, dove oltre 40 ragazzi in difficoltà imparano un mestiere, compie vent’anni e prepara una sartoria per donne (VIDEO)

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MAGENTA Vent’anni di vita e un nuovo progetto che si realizzerà a breve. Uno spazio dedicato alla sartoria tutto al femminile che sorgerà in un capannone della cooperativa sociale Il Fiore a Magenta. È ormai ristrutturato e verrà inaugurato il prossimo 20 maggio nella sede di via Piave 3. Oggi sono più di 40 i ragazzi che lavorano alla cooperativa e si occupano dell’assemblaggio di occhialini da piscina su ordine di una ditta di Genova. Maddalena Alemani è la coordinatrice pedagogista e si occupa della supervisione degli inserimenti lavorativi protetti.

“Seguiamo i ragazzi nel loro percorso di inserimento – spiega – che riguarda non soltanto il lavoro manuale, ma anche la loro cura. Siamo un po’ come una grande famiglia dove ognuno porta un pezzo della propria vita”. Alla cooperativa di via Piave si lavora come in una qualsiasi ditta, suddivisi in due turni. La cosa importante è che i ragazzi si sentano importanti, rispettino gli orari, acquisiscano una motivazione. E, soprattutto, che siano felici per quello che fanno. Stefano ha cominciato nel 2017, Sergio è stato assunto nel 2011 e, in assenza dei responsabili, organizza il lavoro, Maria Grazia è un po’ la punta di diamante dopo 13 anni. Tutti sono entusiasti ed è la cosa che più conta. Mirella Bonvini è la responsabile del settore artigianato creativo dove vengono realizzati oggetti che possono essere acquistati direttamente in cooperativa.

Mentre il responsabile produzione Mario Calciago, parla di numeri importanti. Circa settemila cinturini al giorno per un milione di pezzi prodotti annualmente. Se la cooperativa Il Fiore esiste ancora oggi lo si deve a Giuditta Ranzani che 30 anni fa seguì un corso al Cps (Centro Psico Sociale) di Magenta e cominciò un’importante esperienza nel mondo del disagio psichico. “Ho imparato che questi ragazzi hanno bisogno di amore perché spesso si sentono emarginati – ha detto – Anche loro hanno diritto di essere felici, di innamorarsi, di avere una famiglia e una vita come gli altri. È difficile per tutti, ma per loro che faticano ad entrare in un mondo normale è ancora più difficile. Ma qualcuno ci riesce ed è la gioia più immensa”.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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