ROBECCO SUL NAVIGLIO – E’ una perdita di quelle incolmabili, per una piccola comunità che a fatica mantiene i caratteri del ‘mondo piccolo’ di guareschiana memoria, quella di Virginio Albini, morto a soli 70 anni.
Non solo per i suoi famigliari (la moglie Anna Cislaghi, maestra e cultrice di storia locale, che assieme a Mario Comincini ha contribuito a ridare luce a tante pagine della Robecco che rischiava di rimanere sepolta dal tempo, e il figlio Giuseppe), ma per tutto il paese.
Virginio Albini aveva una straordinaria passione per tutti quegli oggetti, in apparenza di nessuna o scarsa utilità, che invece rimandano a quel grumo di persone, valori, storia, idee che ci derivano dal passato. E che sono essenziali per capire il presente e volgere lo sguardo al futuro.
L’ha ricordato e molto bene il consigliere comunale Lele Cavalloti: “L’Albini è andato avanti. Non so da quanti anni ci si conosceva, tanti davvero. Fu anche uno dei miei primi clienti come assicuratore. Quanto mi piaceva la casa sua e di Anna, una sorta di museo della tradizione e della storia locale. Mi ha fatto conoscere attrezzi desueti di cui mai altrimenti avrei avuto cognizione. Ricordo un aggeggio per piegare i baffi, tra le tante chicche e curiosità accumulate negli anni. Le mie più sentite condoglianze”.
Alla fiera agricola di ottobre ad Abbiategrasso, anni fa, Virginio Albini aveva portato in mostra una piccola selezione della sua immensa (la parola non è azzardata) collezione museale, che aveva stupefatto e piacevolmente sorpreso le migliaia di visitatori della ultra tradizionale kermesse abbiatense (che ha oltre 500 anni di storia).
Adesso che Robecco si accinge a porgere a Virginio l’ultimo saluto (i funerali avranno luogo alle 10.30 di mercoledì 23 marzo, nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Casterno) sarà anche, anzi sicuramente, il caso di riflettere su come non disperdere un patrimonio di cotanta importanza a beneficio dell’intea comunità locale.
Anche Ticino Notizie si stringe in preghiera attorno ad Anna e Giuseppe.
F.P.
