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Novara, 365 fogli neri per la liberazione di Ahmad

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Medico arrestato in Iran, aveva lavorato per tre anni al Crimedim
NOVARA- Trecentosessantacinque fogli neri con l’hashtag #SaveAhmad, uno per ciascun giorno trascorso senza piu’ avere una sola notizia sulla sorte di Ahmadreza Djalali, il medico iraniano con passaporto svedese che per tre anni anni ha lavorato al Crimedim, il centro internazionale di ricerca sulla medicina delle emergenze e dei disastri nella sede novarese dell’Universita’ del Piemonte Orientale, che nel 2016 e’ stato arrestato in Iran con l’accusa di spionaggio, e che successivamente e’ stato condannato a morte.

 

 

I fogli neri che sono stati realizzati dal comitato novarese dei colleghi e degli amici del medico, che insieme ad Amnesty International da sempre tengono accesi i riflettori sulle sorti di Djalali, saranno appesi oggi pomeriggio tra le colonne del Broletto, l’antico palazzo comunale nel cuore di Novara. Mercoledi’ alle 17,30, poi, e’ in programma un sit in cui partecipera’ in collegamento dalla Svezia, dove vive, la moglie di Ahmad, Vida Mehrannia. L’iniziativa e’ supportata dal Comune di Novara che ha concesso al medico la cittadinanza onoraria.

 

 

 

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