MILANO In metropolitana andando al lavoro. “Stiamo cercando un paio di stazioni, entro una settimana saprete”. Oppure andando a fare la spesa natalizia al supermercato, magari portando un panettone ai medici. E in 365 farmacie che all’inizio della pandemia non facevano parte dell’esercito della salvezza.
Parte oggi, come sempre dominata dal carisma di Guido Bertolaso, la campagna di vaccinazione per le terze dosi in Lombardia agli over 40 che hanno ricevuto la prima somministrazione da almeno sei mesi. La platea indicata alla conferenza stampa col superconsulente dalla vicepresidente della Regione Letizia Moratti è di un milione e seicentomila persone. Priorità ai richiami dei vaccinati con Johnson6Johnson e Astrazeneca, di cui i dati, in particolare israeliani, dimostrano la più veloce discesa della copertura vaccinale.
Ma il vero target di Bertolaso è quello dei ragazzini: 150.000 persone tra i 12 e i 18 anni- e di questi 644.000 dai 5 agli 11 anni che non hanno mai conosciuto l’ago anti covid e che attendono il via libera ministeriale- “e che si ammalano eccome, checché ne dicano alcuni politici, si badi bene politici, non scienziati, con cui l’altra sera ero a una cena conviviale- spiega Bertolaso- e che mi dicevano ‘guarda che i giovani non si ammalano'”. “Avete fatto un giro negli ospedali e nelle terapie intensive?”, li ha rimbrottati l’ex capo della protezione civile.
“Io ho titolo e appena possibile farò la puntura anche a mia nipote”, promette il superconsulente della Lombardia, che tra le molte slide ne mostra una con l’incidenza della malattia dai 5 agli 11 anni di 150 casi su 100.000 abitanti. Tutti questi bambini accederanno se vorranno senza prenotazione, solo registrandosi sul portale di Poste, “e magari vadano assieme ai genitori”. Anche durante la prima ondata- ondata di vaccini- i minorenni avevano trainato agli hub molti genitori, ricorda Bertolaso.

