ROBECCO Era la primavera 1992 e Tangentopioli già infuriava. Avevo 18 anni, neppure 19, e stavo intervistando quello che sarebbe stato l’ultimo segretario della Democrazia Cristiana di Robecco sul Naviglio. Era Gabriele Prandoni, che sulla sua Croma grigia metallizzata parlava con me (seduto a fianco) e seguiva il trattore che ci precedeva. D’altro canto, l’impresa ‘Prandoni macchine agricole’ era una delle più conosciute, in paese. Gabriele Prandoni è morto ieri a 71 anni, in un ospedale a Varese. E’ un ottobre maledetto. Maledetto.
Settimana scorsa, anche lui neo settantenne, era morto l’ex vicesindaco Sandro Terraneo. Nello stesso pomeriggio robecchese, una ragazza di 34 anni colpita da infarto.
Adesso, Gabriele Prandoni, 71 anni appena, colpito dal Covid (da vaccinato) e sopraffatto da questo dannato virus che ti costringe a morire da solo. Senza il conforto dei tuoi famigliari.
La moglie Annalisa, apprezzata docente scolastica soprattutto all’istituto Einuadi di Magenta; la nostra amica Lia, sua figlia, che piange un padre universalmente noto, a Robecco e non solo, perennemente graziato di un bel sorriso e di un’eterna, serena ironia. E l’amatissima nipote Emma, 13 anni, che studia da quelle Madri Canossiane dove è passato un bel pezzo della famiglia Prandoni (come anche Mariolina Parola, amica d’infanzia di Lia e molto conosciuta a Magenta).
La passione per la politica e le cose ‘di paese’, Gabriele Prandoni, l’aveva ereditata da uno dei personaggi più leggendari della galleria robecchese: Enrico Prandoni detto Richetu, esponente della Democrazia Cristiana migliore (quella rurale, agraria, produttiva), inconfondibile con la sua montatura scura e la voce forte (‘ciau nan!’), anch’egli impegnato in politica illo tempore, indimenticabile quando mi confidò la preoccupazione per gli sbandamenti ‘a sinistra’ del figlio negli anni del Liceo (‘l’eva quasi diventa da sinistra.. dopo l’ha mis al cu apost.. menu mal, mi sevi incasà me un mat!’: che personaggio, il Richetu Prandoni..).
A piedi, o in bicicletta, era una piacevole consuetudine vederlo in paese, dove si fermava e parlava con tutti. Perché tutti lo conoscevano.
Per anni, andando da Robecco a Magenta, bambini poi ragazzi quindi adulti gettavamo l’occhio sul grande capannone dove c’erano trattori, trebbiatrici, attrezzi agricoli, macchine di ogni genere a ‘foraggiare’ una terra dove la pratica agricola, le aziende, i contadini e i ‘fitavul’, sono storia passata, presente e speriamo futura (anche se meno di un tempo).
Non ci sono parole per momenti come questi, nei quali come disse un sacerdote di Abbiategrasso ‘l’uomo vede ma non comprende’. Solo Dio, l’Eterno, quel Dio che adesso e di certo ha già accolto Gabriele Prandoni, sa spiegare-e vincere- persino la morte.
Altre parole non servono. Solo preghiere. I funerali di Gabriele Prandoni si terranno venerdì 29 ottobre, alle ore 16, nella chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista. Alle 15.30 il Santo Rosario. La salma sarà alla Casa Funeraria della famiglia Porati, in via san Giovanni, da domani.
Che possa riposare in pace.
Fabrizio Provera

