MAGENTA – Proseguono le nostre “chiacchierate psicologiche” al tempo del coronavirus con Giuseppe Rescaldina, psicoterapeuta magentino. Tra le numerose questioni in sospeso lasciate dalla pandemia e su cui il nostro governo ma lasciatecelo dire, anche gran parte dei media, non si esprime c’è sicuramente quella della scuola e della formazione in genere. “Purtroppo – esordisce Rescaldina – i messaggi che passano attraverso i mezzi di comunicazione di massa vedono ancora protagonisti gli scienziati che però, piccolo problema, non sono scienziati della parola…”. E qui consentiteci di aprire una parentesi importante: concordiamo alla lettera con il dottor Rescaldina che le parole fanno più male del virus, e francamente, non comprendiamo la linea terroristica che molte testate anche locali in queste settimane continuano a perseguire, non comprendendo i danni enormi sotto il profilo sociale e psicologico che questi messaggi stanno producendo. E qui torniamo appunto alla scuola e ai suoi piccoli o grandi protagonisti dimenticati.
“La situazione è sconcertante – osserva lo psicologo – perché oggi si parla di ripartenza praticamente in tutti gli ambiti, salvo la scuola con i bambini e i ragazzi trattenuti agli arresti domiciliari non si sa ancora per quanto….”. Il tutto con la compiacenza della Ministra Azzolina che pare essere preoccupata unicamente di sbrogliare in qualche modo, la matassa maturità.
Ma è dei più piccoli che Rescaldina si preoccupa soprattutto per i messaggi che stanno passando e per le loro conseguenze future. “Oggi si parla di distanziamento sociale anche per i ragazzini delle scuole elementari o peggio ancora per la materna, ignorando che ciò è praticamente impossibile. Per i bimbi il contatto sociale è essenziale, fermo restando, peraltro, che ad oggi nessun pediatra ha evidenziato la pericolosità del Covid per questi ultimi, né tanto meno, che questi possano essere un veicolo di diffusione”. Diversamente abbiamo delle certezze in negativo dalla campagna dallo stile allarmistico che continua a venire avanti: “I bimbi oggi finiscono per pensare all’altro come a qualcosa di pericoloso, con la conseguenza, o del chiudersi ancora di più, pensando che dentro alle quattro mura della stanza, si può vivere lo stesso, oppure, chi deciderà di uscire come minimo guarderà con diffidenza all’altro”.
C’è poi l’aspetto pedagogico perché con buon pace della formazione a distanza non si potrà mai sostituire la figura dell’insegnante. “La trasmissione diretta è essenziale – rimarca lo psicoterapeuta – diversamente, non si spiega perché gli studenti oggi continuino a frequentare l’Università, piuttosto che si ama ancora andare a seguire la presentazione di un libro di persona…”.

Rescaldina quindi si dice particolarmente preoccupato per le prospettive che ad oggi non ci sono. “Personalmente sono convinto che si sarebbe dovuto almeno simbolicamente aprire la scuola per l’ultima settimana dell’anno. Sarebbe stato un bel segnale di speranza e anche un modo per finire e ricominciare insieme allo stesso tempo…”. Invece si brancola nel buio senza certezza per la ‘fase 2’ della scuola che rischia di essere come la ‘fase 1’.
In chiosa Rescaldina considera l’aspetto della manualità che significa anche creatività negli alunni. “Con la formazione on line questo diventa un problema enorme, tanto più in un’epoca nella quale abbiamo già dei nativi digitale che mal dialogano con la scrittura. Epperò, questa significa capacità di espressione soprattutto per i più piccoli. Tutto questo con la didattica a distanza viene cancellato”.
Dunque, in ultima istanza se i rischi sanitari collegati ad una ripresa della scuola – fermo restando una serie di misure di sicurezza e precauzioni che nessuno nega – sono tutti da vedere, sono più che mai certi i danni sotto il profilo psicologico e pedagogico che le scelte di questi mesi stanno provocando su intere generazioni.
Con la conclusione che è poi quella amara da cui siamo partiti. “Tutto sommato probabilmente nel nostro Paese scuola e formazione restano delle (solo) delle belle parole e dalla gestione su questo fronte dell’emergenza Covid ne stiamo avendo una brutale riconferma”.
F.V.


















