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Magenta, la lezione di Armida

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MAGENTA – Fiori bianchi per Armida Lazzaretti Passoni che si è spenta all’alba dei cento anni di vita (novantanove compiuti lo scorso dicembre), circondata e accompagnata dall’amore della sua grande famiglia. Il profondo silenzio che percorre la navata della Basilica di San Martino, all’inizio al termine del rito funebre di martedì 22 gennaio, parla del dolore dei familiari e insieme dell’affetto e della stima di quanti, tanti, l’hanno conosciuta, incontrata. “La lezione di Armida” è la semplice tuttavia pregnante espressione cui ricorre don Giuseppe Marinoni, durante l’omelia. E’ la lezione di una mamma, che non ha mai smesso di essere guida dei figli, di una nonna che adorava i nipoti, di una sorella premurosa, di un’insegnante materna, di una collega disponibile, di una padrona di casa di squisita gentilezza.

E’la lezione di una persona che “nutriva un grande profondo amore per la vita vera”, sigla così don Giuseppe il proprio tratteggio del ricordo di Armida Passoni. Ricordo scolpito poi dalle parole commosse che tre delle nipoti, al termine della funzione, rivolgono a quella loro nonna tanto speciale (“per noi eri invincibile”) che è stata e sarà per sempre il loro “tesoro”. Quella nonna indaffarata a fare ‘migliaia’ di cappelletti ogni Natale, a pedalare in sella alla bicicletta rosa verso l’amato mare di Rimini, a sovraintendere ai loro studi (“lasciami il libro che così lo leggo e poi ti interrogo”). Quella nonna per la quale i fiori più belli erano i loro occhi di bambini.

Franca Galeazzi

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